Zingara scarcerata 75 volte perché è sempre incinta

Ha 28 anni, dieci figli e 4 aborti: sempre fermata per furto non è mai andata prigione. Come «Adelina», la contrabbandiera interpretata al cinema dalla Loren

L'ennesimo sforzo lei lo ha già compiuto: un inarcare di lombi, tutto sommato piacevole, facendo cigolare nel buio le sospensioni della roulotte. Poi, ormai mancano pochi mesi, ancora un vagito - l'undicesimo - e potrebbe entrare anche lei in Champions League. Perché campionessa, a suo modo, lo è già. Di destrezza, di improntitudine, di affezionata presenza nei mattinali di polizia e carabinieri. Nonché ovviamente di fertilità. Tutte «doti» gitane.
Lei però non è una squadra di calcio, anche se ormai quasi ce l'ha. Non è nemmeno un presidente alla Moratti, dal portafoglio gonfio e generoso, semmai prende senza chiedere quelli degli altri. Infine non è neanche un mister, un allenatore, nonostante il suo team lo faccia scorrazzare intensamente in lungo e in largo per l'Italia, come dimostra l'elenco delle sue trasferte in tutto lo Stivale: a Roma, a Perugia, a Firenze, a Civitavecchia e infine - è cronaca recente - a Milano.
Lei è F. O. (le agenzie di stampa ce ne forniscono soltanto le iniziali) una nomade di 28 anni, madre di dieci figli (e con quattro aborti alle spalle), nonchè presenza assidua nelle stazioni ferroviarie e delle metropolitane, comunque sempre e soltanto laddove ci sia folla, pigia pigia, confusione. Là insomma dove occhio non vede e dove il cuore di chi viene alleggerito duole soltanto quando è ormai troppo tardi. E lei è troppo lontana.
Ma a ben guardare, F. O. è anche, e forse soprattutto, almeno per noi italiani, la versione bosniaca di Adelina Sbaratti, la giunonica napoletana venditrice abusiva di sigarette creata da Eduardo De Filippo, portata sul grande schermo da Vittorio De Sica nel primo episodio del suo Ieri, oggi e domani, e incarnata - mai parola fu più appropriata e di senso sacrosantamente compiuto, dalla spalla giù giù fino al polpaccio - da Sofia Loren. Perché Adelina nella finzione cinematografica - così come fa F. O. nella realtà - evitava ogni volta la galera protendendo sul davanti, con movenza drammatica da sceneggiata partenopea, un ventre tondo e gravido, capace di impietosire il più smaliziato dei questurini e il più forcaiolo dei giudici. Figuriamoci poi a Napoli, dove almeno ai tempi di Eduardo i figli erano ancora piezz'e core! La serie dei mancati arresti veniva poi interrotta a causa del collasso di Carmine, il marito di Adelina, sfiancato a morte dall'insostenibile pesantezza dell'eros.
F. O., che stando almeno ai mattinali delle forze dell'ordine non risulterebbe essere ancora transitata da Napoli, sfrutta invece, più modernamente, la conoscenza dei cavilli e delle vie di fuga previste nero su bianco dai nostri codici. Scorciatoie percorribili vittoriosamente anche dal più scalcinato dei difensori d'ufficio. Più che pietà, lei invoca la legge.
Di quale portata sia il record messo a segno dalla prolifica gitana, se ne sono accorti l'altroieri i carabinieri di Milano, chiamati da un collega in borghese che aveva appena fermato F. O. nella centralissima stazione della metropolitana di Sant'Ambrogio. Bloccata dalla stessa coppia di anziani turisti tedeschi che aveva appena tentato di derubare, la donna era stata portata in caserma per accertamenti.
Ma una volta inserite le sue impronte digitali nel cervellone, tra lo stupore dei carabinieri il terminale ha iniziato a sputare un chilometrico elenco stampato che testimoniava l'assiduità della carriera malavitosa di F. O. nelle più diverse località italiane: diconsi 75 fermi per furto e borseggio in quattordici anni di attività, iniziata quando era poco più che adolescente. Fermi conclusisi puntualmente, in ciascuna di quelle 75 volte, con la scarcerazione per via delle sue condizioni fisiche, considerate sempre - per legge - incompatibili con la detenzione. L'ultima volta era accaduto il 15 settembre scorso, quando era al quarto mese di gravidanza. Fatti dei rapidi quanto facili calcoli, quindi, F. O. ha ancora cinque mesi di mano libera. E soprattutto lesta. Per non dimenticare che l'undicesimo componente della sua squadra dovrebbe vedere la luce verso la metà del 2008. Anche se non è detto che con lui sia finita lì: in tempi calcistici di «panchine lunghe», c'è sempre spazio per le riserve.