Zingarella: arresti record. Presa 82 volte

Ha 16 anni e dichiara generalità sempre diverse. Sabato scorso fermata mentre svaligiava una casa a Roma. La prima volta, a Rovigo, aveva preso un telefonino

Roma - La prima volta che è stata arrestata, nel luglio 2001 a Rovigo, aveva rubato un telefonino. Senza documenti, aveva dichiarato di avere appena compiuto 8 anni, ovvero di essere nata nel 1993. Da allora Giuliana S., la nomade in realtà del 1991, originaria della ex Jugoslavia, ne ha combinate di tutti i colori in giro per l’Italia. Pordenone, Montebelluna, Vicenza, Adria, Thiene, Volpago, Fiorenzuola, Noceto, Bassano del Grappa, Aurisana, Treviso, Bastia di Rovolone, Udine, Latisana, Oderso, Eraclea Portogruaro, Mirano, Limena, Vittorio Veneto, San Donato di Piave, Abano Terme, Agna e Conselva, un giro d’Italia nella delinquenza durato sei anni: rapine, furti con destrezza, tentate rapine.
Per ben 81 volte la ragazzina è stata fermata, fotosegnalata e spedita in un centro di prima accoglienza per minori o, addirittura, rilasciata e riaffidata a lontani parenti. Non un record ma quasi, visto che nel 1999 a Busto Arsizio venne arrestata una nomade con 116 precedenti.

Ma torniamo al campo sosta attrezzato di viale Enrico Ortolani, tra Roma e Ostia, o in un villino di Stagni, Ostia Antica. È qui che Giuliana dovrebbe abitare, presso alcuni parenti. Sabato mattina l’ennesima malefatta, assieme a una sua compagna di rapina. È mezzogiorno: da un balcone al primo piano di via Domenico Da Ponzio, Acilia, Giuliana s’infila attraverso una finestra e si cala nella camera da letto di un pensionato. All’interno della modesta abitazione c’è poco o nulla da rubare. Giuliana guarda in giro, rovescia i cassetti con la biancheria, apre il comodino e afferra un portafogli con dentro 150 euro. Il proprietario passeggia davanti casa assieme ad Aurelia, la sua badante romena, un «donnone» di 40 anni che si accorge subito che qualcosa non va per il verso giusto. «Ho visto muovere la tenda», racconterà ai carabinieri del posto accorsi alla prima chiamata al 112. Aurelia di coraggio ne ha da vendere: mentre aspetta l’arrivo delle forze dell’ordine entra in casa e blocca la nomade. Giuliana, con ancora il portafogli in mano, si lancia come un’indemoniata su di lei mentre la complice ne approfitta per darsela a gambe levate. Aurelia, però non la lascia andare, soprattutto se non molla a terra il maltolto. A quel punto Giuliana afferra un lungo cacciavite e le si avventa addosso come una furia.

Aurelia schiva il colpo per miracolo. Altri pochi secondi e arrivano i carabinieri. I militari bloccano la zingarella, la disarmano e, finalmente, la portano in caserma mentre i loro colleghi cercano di rintracciare l’amica in fuga. Davanti al giudice per i minori inizia il «balletto» delle identità. «Ci siamo accorti subito che il suo documento era contraffatto - spiegano il capitano Fabrizio Cassatella e il maresciallo Raffaele Coppola, rispettivamente comandante della compagnia Ostia e comandante della stazione carabinieri Acilia -, lei ci ha poi fornito altre generalità, dicendo di essere nata a Zagabria nel 1993. Infine, attraverso la banca dati centrale, l’abbiamo riconosciuta e identificata come la sedicente slava nota alla giustizia italiana fin dal 2001».

Accompagnata all’ospedale Grassi di Ostia, dagli esami radiografici Giuliana risulta nata nel 1991, al massimo nel 1990. Dei genitori, manco a dirlo, nessuna traccia. Per il momento Giuliana (se questo è il suo vero nome), accusata di rapina impropria, è stata affidata al centro di prima accoglienza per minori di via Virginia Agnelli, a Roma.