Zingaretti e Cortellesi quarantenni infelici tra lavoro e solitudine

Michele Anselmi

da Venezia

Doppietta italiana, tra ieri e oggi, nella sezione Orizzonti, con Bellissime parte 2 di Giovanna Gagliardo e Non prendere impegni stasera di Gianluca Maria Tavarelli. Domani tocca invece al primo film tricolore in concorso, La stella che non c’è di Gianni Amelio. Non si registrano fischi, finora, il che fa ben sperare sull’umore dei cinefili. Magari il nome di Tavarelli non dirà molto al grande pubblico, eppure questo torinese 42enne vanta già un curriculum di tutto rispetto: sei corti, cinque lungometraggi, tra i quali il bel Qui è non è il paradiso, la miniserie di Canale 5 su Paolo Borsellino. E proprio il produttore di Borsellino, Pietro Valsecchi, ha voluto finanziare Non prendere impegni stasera. Budget: poco più di un milione d’euro. Niente se si pensa al sontuoso cast che Tavarelli ha saputo mettere insieme, in amicizia, per raccontare questa storia corale su un certo malessere contemporaneo urbano. Di quarantenni si parla, per lo più, e il regista non fa mistero di aver attinto anche alla propria biografia: «Ho scritto il copione pensando a fatti recenti, miei e di persone a me vicine. Ma in generale vorrebbe essere un semplice film sulla gente, quelli che entrano nei negozi, salgono sugli autobus, due che parlano su una panchina, uno solo al bar». A far da fil rouge, naturalmente, l’amore, o meglio il bisogno d’amore.
Cinque coppie e una single colti in un momento cruciale dell'esistenza. Nella prima inquadratura vediamo da lontano un uomo gettarsi nel Tevere. E intanto, partendo da tre mesi prima, facciamo la conoscenza con gli undici personaggi. Ecco Giorgio Tirabassi che si scopre malato di cancro e non sa come dirlo all’amica-amante Paola Cortellesi, pure disposta ad aiutarlo. Ecco il professionista Luca Zingaretti che lascia la moglie per la commessa fresca e «verace» Micaela Ramazzotti, capace di amarlo come mai. Ecco Andrea Renzi, ipocondriaco fino al midollo, alle prese con la fidanzata Valeria Melillo che non lo asseconda. Poi ci sono Alessandro Gassman, Valerio Binasco, Michela Cescon, Francesca Inaudi, Donatella Finocchiaro: stretti tra lavoro e solitudine, ossessionati dal sesso, sprofondati nelle loro tristezze e manie. Chiuso da un’immersione in apnea e da una poesia di Saba, Non prendere impegni stasera prende il titolo dalla battuta sdrammatizzante pronunciata da un chirurgo prima di un intervento cruciale. È un film «minimale», randagio, che indaga nelle paure, vere o presunte, di quarantenni normali, magari spaventati all’idea di tornare single. Come spesso in Tavarelli, al Lido per la terza volta, l’atmosfera è migliore dei dialoghi, ma la riflessione sulla condizione umana arriva a segno.
Ne è così convinto il combattivo produttore Valsecchi, da mettersi sul piede di guerra. «Uscire per uscire, in qualche sala puzzolente, è una cazzata», spiega coloritamente. Sicché, non dovesse trovare una distribuzione adeguata, promette di mandarlo direttamente in dvd. Tanto l’ha già venduto a Canale 5, «il miglior editore che si possa avere», col quale mantiene un contratto di esclusiva. «Il cinema è una cosa morta, credo nel potere della tv: il futuro è dentro quella scatola», teorizza. Sulla collocazione veneziana non ha fatto storie, «Müller è un amico», e però apprezza l’attivismo di Veltroni, non solo a proposito della Festa romana. «Se va avanti così, tra romanzi e film, dovrà smettere di fare il politico». Quanto ai progetti, la sua Taodue sembra una fucina. Tavarelli ha appena finito la biografia della Montessori con Paola Cortellesi, il 15 ottobre Marco Risi dà il primo ciak alla miniserie L’ultimo padrino sul boss Provenzano con Placido, Alexis Sweet girerà Io vi salverò con Stefania Rocca e Jasmine Trinca, storia di due sorelle che aiutano un gruppo di ebrei. E intanto sta lavorando a Wiesenthal, un film tv sul grande cacciatore di criminali nazisti con probabile Dustin Hoffman. «Dobbiamo essere portatori sani di storie, graffiare la vita vera». Se lo dice lui.