Zingaretti e la Provincia in prima linea per gli aiuti

nostro inviato a L’Aquila

Roma in prima linea nell’aiuto alle terre ferite dal terremoto. Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, in visita ieri nelle terre colpite dal sisma, ha annunciato nel corso di una conferenza stampa nella sala stampa improvvisata alla scuola della Guardia di finanza di Coppito, una serie di iniziative per aiutare L’Aquila, in nome di una solidarietà che tutta Italia sente vibrare dentro di sé ma i romani in particolare, in nome di un patto stretto appena 10 giorni fa dalle due Province confinanti e legate da vincoli culturali e demografici, e che ora si definiscono «sorelle».
Un patto firmato peraltro, fa notare Zingaretti, in un palazzo, quello della prefettura dell’Aquila, che ora non c’è più. «Dieci giorni dopo siamo di nuovo qui per aiutare - dice l’inquilino di Palazzo Valentini -. I nostri volontari, coordinati dalla Protezione Civile della Regione Lazio, stanno lavorando dalle prime ore dell’alba di lunedì e l’assessore alla sicurezza Paluzzi ha portato l’altra notte in alcuni Comuni abruzzesi tende e strutture ospedaliere». «Decine di sindaci della provincia di Roma - rivela Zingaretti - ci stanno chiedendo cosa possono fare per rendersi utili. Quello che possiamo fare ora lo facciamo in collaborazione con la Protezione civile. Lunedì il consiglio provinciale ha stanziato una prima cifra di 500mila euro, domani (oggi, ndr) apriremo un conto corrente al servizio dei cittadini della provincia e di Roma. Con questi soldi adotteremo un pezzo di territorio, sarà una scuola, sarà una biblioteca, sarà un comune: lo vedremo». Zingaretti annuncia anche per domani la riunione dei sindaci della provincia di Roma per esaminare insieme come procedere per aiutare l’Aquila. «Nelle ore immediatamente seguite al sisma della scorsa notte - ricorda Stefania Pezzopane, presidente della provincia dell’Aquila - come si sa i telefoni non funzionavano. Appena sono tornate disponibili le linee il primo a chiamarmi è stato Nicola per dirmi: «Sono a disposizione».