Zingaretti fa furore ma non placa le polemiche

Roma I fan più sfegatati hanno notato un po’ di lentezze e qualche piccola defaillance, soprattutto un Montalbano poco credibile nel cedimento al tradimento della storica fidanzata Livia. Ma non c’è storia: tornato dopo due anni con un nuovo episodio, il commissario Montalbano piace e anzi piace sempre di più, tanto che, in un periodo indubbiamente di vacche magre per la tv generalista, riesce addirittura a perfezionare il suo record storico. Neanche le polemiche sul prezzo pagato dalla Rai per l’esclusiva dei diritti sembrano intaccarne lo smalto.
Oltre 9 milioni di persone incollate a Raiuno, ieri sera (per l’esattezza 9 milioni 219mila) e uno share altissimo: 37,50%, con picchi verso il finale del 47%. Solo nel 2002, il 28 ottobre e il 4 novembre, aveva fatto meglio, ma esclusivamente in termini di spettatori, con 9 milioni 352 mila spettatori nel primo caso e con 9 milioni e 892 mila spettatori nel secondo, ma con risultati di share più bassi rispetto a ieri sera (33,51% e 34,44%). Nel 2006 invece non si erano mai toccati i 9 milioni.
Più che soddisfatto il produttore Carlo degli Esposti, che nella giornata del successo di ascolti non vuole tornare sulla polemica scatenata nelle scorse settimane dall’ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, né risponde alle frecciate lanciate ieri dal parlamentare pdl, sempre più convinto che la Rai non avesse motivo di pagare a «peso d’oro» l’esclusiva sui romanzi di Andrea Camilleri, visto che quest’ultimo «contestando Berlusconi in piazza, difficilmente avrebbe potuto passare armi e bagagli a Mediaset».
Il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo invece plaude a Montalbano e dice che il successo dell’episodio andato in onda domenica è «la migliore risposta agli incompetenti che avevano messo sotto accusa la Rai». Gasparri risponde di non aver «mai negato il valore commerciale delle fiction di Montalbano».
Degli Esposti, anche ieri tirato in ballo, tira dritto e preferisce sottolineare il successo della squadra, l’entusiasmo che ancora sorregge il gruppo dopo tanti anni di lavoro. «Ci divertiamo leggendo i libri e scrivendo la sceneggiatura - spiega - ci divertiamo a girarli in Sicilia e cerchiamo di dare alla Sicilia quello che si merita e siamo felici di trasmettere questo entusiasmo al pubblico televisivo». Al pubblico piace la Sicilia di Salvo Montalbano, il suo senso della giustizia, commenta il produttore, «e questo è più importante di ogni altra cosa». Insomma, conclude: «Sono stati dieci anni meravigliosi che ci auguriamo non finiscano mai».