Zingari genovesi protagonisti delle rapine nelle ville del Nord

Blitz all’alba nel campo di Bolzaneto: due nomadi arrestati dai carabinieri Sequestrati refurtiva e conti per 2,5 milioni di euro

La base operativa era nei campi nomadi del Nord Italia. Genova compresa, naturalmente. E anche Savona. La banda specializzata in rapine nelle ville era formata da zingari, di quelli assistiti dai Comuni. L'organizzazione criminale è stata sgominata dai carabinieri del comando provinciale di Asti e dai colleghi della Liguria, tanto che ieri mattina nel campo nomadi di Bolzaneto è scattato il blitz dei militari che ha portato anche a tre arresti. Una maxi operazione che ha permesso di risalire ai responsabili di molti furti commessi recentemente in ville e case isolate. Un reato che ha portato molta preoccupazione tra i cittadini tanto che ieri, al termine del blitz, il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu si è voluto complimentare con i militari liguri e piemontesi: «Le forze dell'ordine stanno rispondendo con crescente efficacia al fenomeno recente delle rapine in villa», ha ribadito il responsabile del Viminale stringendo la mano al generale Luciano Gottardo, comandante dell’Arma. Anche il ministro della Difesa, Antonio Martino ha chiesto di estendere i suoi complimenti a tutti i carabinieri impegnati nell’opreazione. Nel complesso, l’indagine condotta all’alba ha portato a decine di ordini di custodia cautelare in carcere e a una cinquantina di perquisizioni. Agli ordini del colonnello Giacinto Prencipe, sono stati impiegati 600 militari dell' Arma del Piemonte e della Liguria con l’impiego di unità cinofile e di un elicottero. La banda è ritenuta responsabile di numerosi furti e rapine compiute nell’Astigiano e nelle province di Alessandria, Genova, Piacenza, Parma, Cremona, Mantova, Savona e Cuneo. Nell’operazione è stata applicata la normativa antimafia che ha permesso il sequestro di beni mobili ed immobili per un valore due milioni e 500 mila euro più i depositi bancari di alcune famiglie.
Due delle ordinanze cautelari emesse dal Tribunale di Asti sono state eseguite a Genova, nel campo nomadi di Bolzaneto. In manette sono finiti padre e figlio, Bruno e Gerry Bianchi, di 43 e 23 anni. Entrambi sono accusati di associazione per delinquere finalizzata a commettere furti in abitazioni ed esercizi commerciali, ricettazione e riciclaggio. Nel corso dell'operazione, condotta dai carabinieri delle compagnie di Sampierdarena, Portoria e San Martino, con l'ausilio di militari del Battaglione Liguria (circa 60 uomini), è stato controllato minuziosamente l'intero campo, situato in via Nostra Signora della Guardia. Complessivamente sono state identificate 120 persone e controllati 80 mezzi (roulotte, prefabbricati e auto). L'attività dei carabinieri ha condotto all'arresto di un terzo nomade, I.B., di 45 anni, colpito da un ordine di carcerazione del tribunale di Arezzo dovendo scontare una condanna a 3 anni per rapina, sequestro di persona e simulazione di reato.
Tutti ospiti di uno dei campi nomadi esistenti in città da anni, pur se in violazione delle leggi igienico-sanitarie e nonostante si tratti, come eternamente ripetuto dal Comune, di campi «temporanei» o «provvisori».