Zingaro killer in trasferta può riaprire vecchio delitto

Non lo ha fatto a Genova, ma a Perugia. Come trasfertista del crimine. Eppure si è poi subito rifugiato nel suo «covo» all’interno del campo nomadi di via dei Pescatori, alla Foce. Uno zingaro genovese di 45 anni ha aggredito e ucciso un pensionato per rubargli 800 euro. Un blitz spietato, condotto insieme a due complici, pronti a tutto per pochi soldi. Pronti anche a colpire con le stesse modalità anche a Genova o sulle Riviere. Tanto che ora gli inquirenti potrebbero decidere di riaprire il caso insoluto di un vecchio omicidio avvenuto a Rapallo con modalità praticamente identiche a danno di un contadino, Luciano Malatesta, ucciso di botte nella sua cascina nell’ottobre 1995. L’unica differenza dal caso del pensionato rapallese sta nel fatto che allora l’uomo fu aggredito e massacrato mentre era solo. Questa volta, accanto alla vittima c’era la moglie, 78 anni, che è stata soccorsa dai carabinieri quando era ancora viva. Secondo i militari il pestaggio sarebbe avvenuto proprio perché gli zingari volevano farsi rivelare il nascondiglio dei soldi, non contenti degli 800 euro trovati. Un movente che segnò a lungo la pista privilegiata per il delitto Malatesta. Il nomade genovese è stato arrestato nei giorni scorsi nel campo di via dei Pescatori con un’azione condotta in collaborazione tra i carabinieri di Perugia, Genova San Martino e Chiavari, mentre in altre zone d’Italia scattavano le manette per gli altri indiziati di omicidio.
Il delitto di Perugia non è però l’unico caso di nomadi genovesi in trasferta per commettere reati. Anche da Bologna arriva la notizia dell’arresto di una zingara ventiduenne che ha tentato di rapinare una pensionata sul bus. A suo carico è emersa anche una condanna della procura di Genova per altri furti.