Zito lascia all’Inferno solo Carraro e Macalli

Se non altro per scaramanzia, il viaggio dantesco in chiave rossoblù di Lorenzo Zito, consigliere provinciale di Genova e inguaribile tifoso genoano, va avanti a suon di sferzanti terzine. Dopo l'«Inferno del Genoa», preludio all'addio agli inferi della serie C, ecco, a un anno di distanza «Il purgatorio del Genoa». Un nuovo libro, in vendita a otto euro, pubblicato da Gualtiero Schiaffino nella collana «I Libelluli», che accompagnerà i tifosi genoani lungo il tortuoso Purgatorio della serie B. Otto canti, due invettive e goliardici versetti, naturalmente, in rima alternata.
Ma la fede rossoblù, per cause endogene e/o esogene pulsa più dentro a sofferenze infernali, che non in serene redenzioni, tant'è, che lo Zito autore, neppure nella seconda cantica resiste al richiamo dell'Inferno. Anzi: all'«Inferno del calcio». Questa sarà l'appendice al libro, una postilla dedicata a Calciopoli, a Moggi, Lotito, Della Valle, con cui il Genoa ha dovuto convivere. Non mancano nemmeno due tipiche invettive dantesche. E così, Carraro e Macalli, dopo essere stati gettati da Zito nell'ultimo girone dell'Inferno, sono nuovamente al centro di nuove bordate. Adesso è l’ora del «Purgatorio del Genoa», il Purgatorio che il Grifone è riuscito a raggiungere, dopo essersi risollevato dall'Abisso «dentro cui fu ingiustamente precipitato». Un'epoca che dovrebbe essere di passaggio, in attesa della «Redenzione Finale». «Una situazione intermedia», come precisa il senatore, tifoso e avvocato Alfredo Biondi nella prefazione.
Un'epopea genoana che Zito racconta anche attraverso la Genova sportiva, politica e giornalistica. Parlerà della Fondazione, e delle tre istituzioni locali pronte a sfruttar le passerelle sportive, ma assai silenti quando c'è stato da difendere l'interessi del Grifone e della sua città. E si incontreranno anche i giornalisti Vittorio Sirianni, Nino Pirito, Giovanni Porcella e Massimiliano Lussana, quest'ultimo nella consueta veste del grillo parlante, megafono di verità spesso spiacevoli per i rossoblù. L'autore non risparmia frecciate neppure ai tifosi contestatori e persino ai giocatori, rei di far «tribolare» sempre e comunque i tifosi.
Gli ultimi tre canti vedranno «Dante» impegnato in prima persona nella cronaca delle partite che hanno permesso al Genoa di raggiungere il Purgatorio. Quando in un Ferraris infuocato i tifosi hanno scritto: «Benvenuti all'Inferno». Ora però, è tempo che «al diavolo» ci si mandi qualche altro, perché dal Purgatorio si intravvede la luce della speranza.