Zlatanov sfata il tabù Piacenza, primo titolo

Il primo scudetto di Piacenza, che sino a ieri aveva brillato per le finali perse, con Hristo Zlatanov, 33 anni, il miglior giocatore italiano delle ultime stagioni, nato però a Sofia. Goldrake, com'è soprannominato dai tifosi emiliani, aveva perso ben sette finali, fra Copra e Milano (una), di cui quattro per lo scudetto. Mercoledì Trento era stata capace di vincere a Piacenza, una volta di più il tricolore sembrava stregato per lo schiacciatore biancorosso. Alla bella il verdetto era scritto, dopo i due set conquistati da Trento.
L’Itas Diatec si rilassa nel terzo, chiuso con una battuta sbagliata. Nel quarto mette in difficoltà la ricezione ospite, 3-0, 8-5. Piacenza recupera con il muro (8 pari), con tre ace di fila di Zlatanov si porta sul 12-16. È il momento chiave del match, Zlati mette anche un attacco importante, chiude Bravo. Trentini avanti nel tiebreak, 10-8, l'ace di Rak avvia la rimonta, nuovo allungo sul 13-11, il muro di Zlatanov alimenta la rincorsa. Il 13 pari è del brasiliano Bravo, altro servizio vincente del trascinatore piacentino, che conterà 30 punti. Grbic invade sul matchpoint, i 150 sostenitori della Copra possono invadere il campo a propria volta. Stoytchev e gli altri bulgari sono arrivati a due punti dal bis tricolore, dopo la Champions League conquistata di recente. Zlatanov corre dal padre Dimitar, campione degli anni '70 e '80.
«Ha detto bene il nostro allenatore, Angelo Lorenzetti - racconta lo schiacciatore carioca Joao Paulo Bravo -. Questo scudetto per noi è come un figlio per le coppie che lo aspettano per tanto tempo, dopo il matrimonio. Abbiamo la testa dura, siamo riusciti a conquistarlo dopo l'occasione persa in casa e il ritardo di due set».
Gli altri campioni sono il centrale ceco Rak, il palleggiatore Meoni, 37 anni, al 18esimo playoff e primo tricolore, il martello cubano Leo Marshall, il centrale serbo Bjelica e il libero Durante.

Itas Trentino-Copra Piacenza 2-3 (25-21, 25-20, 21-25, 22-25, 13-15): serie 2-3.