Da Zoeggeler a Bjoerndalen: in gara i "forzati" dell’oro a tutti i costi

Lo slittinista italiano e il norvegese del biathlon partono favoriti,
come il russo Plushenko nel pattinaggio e Ono nello short track. Domani tra gli azzurri tocca subito a Fabris che sogna di bissare le imprese di Torino

Questa notte sfileranno con la bandiera fra le mani e i sogni di gloria custoditi nel cuore. Qualcuno sa di valere un oro, qualcuno spera solo in una giornata fortunata, di quelle che ti incoronano eroe per un giorno, nel giorno giusto. Intanto, però, sotto il globo dell’Olympic Stadium di Vancouver, saranno ancora tutti uguali, omologati non solo dalla divisa, ma anche dalle potenzialità: la vita dei Giochi è costellata di storie di predestinati e fortunose vicende di outsider: loro, i 2500 atleti protagonisti giunti a Vancouver da 82 Paesi differenti, lo sanno e proveranno ad entrare in una delle due categorie.

Una su tutte, in grado di tenere in sospeso un Paese, è Lindsay Vonn, stella dello sci americano: (quasi) imbattuta e forse per ora imbattibile, ci si è messo il destino, a poche ore dall’apertura dei Giochi, a procurale un non meglio decifrato dolore alla tibia. Forse solo così le avversarie, dall'amica Maria Riesch, alla tenace Anja Paerson, avranno un piccolo vantaggio in partenza. Lo sci a stelle strisce attende al varco anche Bode Miller, sempre protagonista anche senza sci ai piedi. Nello sci alpino maschile però gli occhi saranno puntati su un manipolo di veterani, da Didier Cuche a Ivica Kostelic all’austriaco Benni Raich con la sua sciata da manuale, a confronto con le nuove generazioni, da Carlo Janka a Marcel Hirscher, non dimenticando Aksel Lund Svindal e, perché no, gli azzurri Werner Heel, Max Blardone, Giuliano Razzoli e Manfred Moelgg.

La tavola dello snowboard è «imbandita» per il gusto dei francesi con Pierre Vaultier o della compagine austriaca capeggiata da Benni Karl. Con gli sci sottili è facile immaginare una sfida fotocopia di quanto avviene in Coppa del Mondo con i giganti Pether Northug, Lukas Bauer, Dario Cologna ed Axel Teichmann a combattere, lasciando briciole più o meno preziose innanzitutto ai nostri Giorgio Di Centa e Pietro Piller Cottrer.

Ha gli stessi sci sottili e una mira precisa soprattutto quando si tratta di andare a medaglia Ole Einar Bjoerndalen, il norvegese signore del biathlon: nemmeno il matrimonio con l’ex biathelta azzurra Nathalie Santer ne ha addolcito la fame di vittoria. Sua la ribalta del biathlon nel tentativo di arricchire una bacheca olimpica che conta già 5 ori, 3 argenti e 1 bronzo, oltre a 33 medaglie mondiali e 6 Coppe del Mondo.

Chi ama i facili pronostici punterà, con pochissimo margine di errore, sullo slittino di Armin Zoeggler, forse con Bjoernadalen e Plushenko, fra i «più scontati» atleti da medaglia. Già, «Zar Evgeni», oro a Torino 2006, cinque titoli europei e tre mondiali, è tornato al pattinaggio sul ghiaccio dopo un biennio dedicato ai galà e alla famiglia. Ed un motivo ci sarà: non lasciare spazio ad eventuali candidati per fargli da epigoni. Meno scontata la classifica in campo femminile dove a darsi battaglia saranno la giapponese Mao Asada e la sudcoreana Kim Yu Na per la quale è già pronto un premio personale in dollari in caso di vittoria. Ad arginare la grazia sui pattini del Sol Levante penseranno le star di casa come Joennie Rochette, senza dimenticare che Carolina Kostner, neo campionessa europea, non starà a guardare le trottole altrui. Fra gli altri grandi protagonisti la cui fama ha travalicato i palazzetti del ghiaccio ci sono i miti dello short track, come l’americano Apollo Ohno, e quelli del pattinaggio di velocità pista lunga, come Shani Davis e il nostro Enrico Fabris, eroe goloso di medaglie a Torino, protagonista di un quadriennio olimpico tormentato ma ora sulla via (ritrovata) della serenità.

Ghiaccio bollente e (poca) neve sono per ora gli ingredienti di questi Giochi, XXI edizione, ma per la combinata nordica a contare è anche l'aria attraverso cui volare, specialità in cui brillano, Finlandia ed Austria con il rientro rispettivamente di Hannu Manninen e Felix Gottwald che se la vedranno con Jason Lamy e - vietato non sognare - anche col nostro Alessandro Pittin, primo azzurro a volare nel firmamento della top ten (e dintorni: è 11° nel ranking).

Potrebbe far sognare la Germania nel bob, poco da fare per gli azzurri nello skeleton, sarà invece l’ospite di casa, il Canada, a provare a non sfigurare nell’hockey, riscattandosi dalle ultime edizione dei Giochi, e nel curling. I Giochi non sono ancora fatti.