Zorn, nuova vita alla musica ebraica

Un’opera monumentale eseguita in tutte le sue versioni. Tre serate di sperimentazione musicale al Parco della Musica. In esclusiva per l’Auditorium, il grande sassofonista americano John Zorn presenta «Masada» in versione acustica, elettrica e orchestrale. Il progetto, ispirato alla musica e alla cultura ebraica, vedrà in scena formazioni diverse, dal solo, al duo, fino all’ensemble più largo. Sul palco saliranno i nomi più noti del jazz contemporaneo, in un viaggio attraverso klezmer, be bop, jazz, contemporanea, surf rock, hardcore e musica classica. Scopo dichiarato di «Masada» riportare alla luce, reinterpretare e infondere nuova linfa vitale alla tradizione musicale ebraica.
«L’idea - spiega John Zorn - è di produrre una sorta di nuova musica ebraica, che non è quella tradizionale presentata con un nuovo arrangiamento, ma è musica per gli ebrei di oggi. È come mettere insieme Ornette Coleman e le scale musicali ebraiche».
Il programma in dettaglio: domani il concerto in solo del violoncellista Erik Friedlander, che farà una prima esplorazione dei territori di Masada attraverso l’inventiva, il virtuosismo e la capacità di improvvisare che lo contraddistinguono. A seguire, Jamie Saft, pianista e multistrumentista, rilegge nella formazione classica del trio jazz il repertorio di Masada, con Greg Cohen (storico collaboratore di Tom Waits e, in Italia, di Mimmo Locasciulli) al contrabbasso e Kenny Wollesen alla batteria; poi la formazione Bar Kokhba, ensemble cameristico di corde e percussioni in cui il «Masada String Trio» si incontra con la batteria di Joey Baron e le percussioni di Cyro Baptista.
Martedì 26 aprirà la serata il trio del geniale chitarrista e storico collaboratore di Masada Marc Ribot (spesso al fianco di Vinicio Capossela) con Trevor Dunn al contrabbasso e Calvin Weston alla batteria. A seguire, il violinista Mark Feldman, già componente del «Masada String Trio» nonché stella del jazz d’avanguardia, si esibirà in duo con la pianista Sylvie Courvoiser, giovane promessa della moderna musica di ricerca. Insieme proporranno i temi di «Masada» arrangiati per violino e pianoforte dalla Courvoisier. Chiude la serata il classico Masada Quartet, con John Zorn, Greg Cohen, Joey Baron e Dave Douglas alla tromba, la formazione storica originaria di Masada.
Mercoledì sera sarà, infine, la volta del pianista Uri Caine, uno dei musicisti più innovativi della scena contemporanea, che nelle sue performance unisce con inventiva musica ebraica, classica ed elettronica. È possibile acquistare i biglietti per una singola serata (30 euro platea, 20 galleria) oppure fare il mini-abbonamento per le tre serate (60 euro platea, 40 galleria).
Informazioni: 06.80241281.