"Zp", l'icona del centrosinistra europeo

Zapatero, quattri fra strappi e polemiche: dal ritiro delle truppe spagnole in Iraq alle leggi "etiche" sul matrimonio gay, sul divorzio "express", sulla 'educiazione alla cittadinanza', che hanno provocato tensioni fra il potere socialista e la gerarchia cattolica

Madrid - In Spagna è 'Zp' nei giornali, o semplicemente 'Z' sui manifesti elettorali o sui cartelloni dei suoi sostenitori. In Italia e in Europa è una icona di sinistra e centrosinistra, un 'modello' ha scritto in Francia Liberation. Più giovane deputato mai eletto al congresso spagnolo, nel 1986 a 26 anni, segretario generale del Psoe dal 2000, nel 2004 ha vinto contro ogni attesa le elezioni politiche del 14 marzo, tre giorni dopo le stragi dei treni a Madrid firmate dal terrorismo islamico, sconfiggendo già il candidato premier del Pp e successore di José Maria Aznar, Mariano Rajoy, e ottenendo la maggioranza relativa al Congresso.

Appena preso possesso della Moncloa, il palazzo del presidente del governo, ha ritirato le truppe spagnole dall'Iraq, provocando uno strappo finora non del tutto ricucito con Washington. Per quattro anni ha governato con l'appoggio in parlamento di Izquierda Unida (Iu), dei nazionalisti baschi moderati e della sinistra repubblica catalana. Sono stati, fino a dicembre del 2007, anni di euforia economica, grazie in particolare al boom della costruzione.

Quattro anni segnati dalle leggi "etiche" sul matrimonio gay, sul divorzio "express", sulla 'educiazione alla cittadinanza', che hanno provocato tensioni fra il potere socialista e la gerarchia cattolica. Nel 2005 e nel 2006 ha tentato la strada della trattativa, poi fallita, con l'Eta, provocando un durissimo scontro con il Partido Popolar di Rajoy e con l'Associazione delle vittime del Terrorismo. Nel dicembre 2006 l'Eta ha di fatto rotto la tregua con un attentato all'aeroporto di Madrid (due morti). Zapatero é stato più volte accusato dal rivale popolare di avere mentito agli spagnoli sui contatti con il gruppo armato basco. L'opposizione lo ha accusato anche di avere rotto durante l'ultima legislatura i patti di transizione, sul terrorismo e sul modello dello stato, stabiliti fra i principali partiti spagnoli nel dopo franchismo. Abile uomo di comunicazione, i ritratti delle riviste lo definiscono anche timido e per indole taciturno e ottimista. Nato il 4 agosto del 1960 a Leon, la capitale della Castiglia, è spostato con la cantante lirica Sonsoles Espinosa, e ha due figlie, Laura e Alba.