Ztl esosa anche per gli artigiani

Anche Forza Italia critica la decisione I permessi dureranno 12 mesi e costeranno alle imprese 550 euro, il 1.680% in più

Più concerti che concertazione. La politica di Walter Veltroni, in questo secondo mandato, non tradisce la vocazione «spettacolare» ma sembra meno incline (nei fatti, non nelle parole) al buonismo e alla trattativa. Così ecco che il Campidoglio risponde picche al tentativo di artigiani e commercianti di contenere il «lieve» aumento del costo dei permessi di accesso alla Ztl, passato da 32,70 a 550 euro, con un aumento del 1.682 per cento. Un «ritocco» che, annunciano in una nota congiunta i rappresentanti di Acai, Assartigiani, Assistal/Confindustria, Cna, Confetra e Federlazio, reduci dalla fumata nera nel faccia a faccia con l’assessore alla Mobilità Mauro Calamante, finirà fatalmente per trasformarsi in un salasso per i cittadini. Per un costo stimato in circa 30 milioni di euro. «È inevitabile che le imprese che sosterranno la spesa dell’acquisto dei permessi - spiegano le associazioni di categoria - ribalteranno il costo sul cliente finale, i residenti e le imprese che vivono e lavorano nel centro storico». Che «non è un museo o un luogo per residenti privilegiati - ricordano gli artigiani - ma un posto dove operano 27mila imprese che hanno bisogno di servizi e logistica». In attesa che il primo gennaio scattino le nuove tariffe per l’accesso alla cinta virtuale delle «Mura Veltroniane» altresì detta Ztl, è interessante notare come nella nuova strategia della mobilità capitolina sembri prevalere il movente finanziario alle care, vecchie e belle parole su traffico e smog. Sono ancora le associazioni degli artigiani a ricordare infatti come il provvedimento sia «reso ancor più contraddittorio dal fatto che è stato abolito il limite massimo di accessi per impresa, al fine di renderlo libero a fronte di un aumento a 550 euro per permesso», ritenendo la decisione presa «più per far cassa che per una razionale regolazione degli accessi nel centro storico».
Il Campidoglio, ovviamente, nega questa lettura. «L’aumento delle tariffe per gli accessi alle Ztl del Centro storico è stato deciso per diminuire il traffico e non per fare cassa», giura Calamante. Che per dimostrarlo ricorda che se qualcuno «in passato poteva inserire nel permesso fino a nove targhe ora dovrà chiedere altrettanti permessi». E dunque, a differenza di prima, potendo spendere potrà dunque far circolare nella Ztl nove veicoli insieme anziché uno solo alla volta. Strano esempio per certificare che il nuovo provvedimento «contribuirà a razionalizzare l’uso dei veicoli nelle direzione della diminuzione degli stessi». E infatti Calamante non nega che i guadagni possano essere maggiori, ma li minimizza («il costo annuale aggiuntivo per singolo mezzo equivale a circa 1,5-1,7 euro in più») e giura: «L’eventuale maggior incasso da parte del Comune verrà speso per migliorare il servizio di trasporto pubblico».
Quanto invece alla previsione di un centro storico più «vivibile», a contrastare l’ottimismo di Calamante provvede il consigliere comunale azzurro Fabio De Lillo: «L’aumento delle tariffe di accesso alla Ztl - spiega - non produrrà una diminuzione del traffico, ma servirà a fare cassa perché incide su una necessità che è insopprimibile per i diretti interessati, l’accesso al luogo di lavoro». Le nuove regole scatteranno dal primo gennaio. Il costo ridotto (55 euro) resta in vigore solo per il primo permesso di residenti e artigiani, per gli operatori in pronta disponibilità e per i medici convenzionati. Anche i permessi biennali o triennali rilasciati negli ultimi due anni scadranno anticipatamente: «nell’anno e nel giorno della data di rilascio», ma nel 2007.