Ztl nella capitale dei furbi: niente multe al caro estinto

Roma, «piccola» Napoli. È diventata la capitale dei furbi, che riescono a entrare nel cuore della città in barba a migliaia di persone costrette a pagare profumatamente il contrassegno per l’accesso alla Ztl. Chi non ha la possibilità di acquistare il permesso, o non è abbastanza disonesto da falsificarlo, è invece costretto ad attendere la disattivazione delle telecamere per entrare in centro e nelle altre «strade protette».
I vigili urbani del I gruppo, diretto dal comandante Carlo Buttarelli, hanno sollevato il velo su un quadro allarmante e paradossale. Negli ultimi quattro mesi dell’anno, infatti, hanno sequestrato 389 tra permessi Ztl e contrassegni per disabili. Di questi ultimi 82 risultavano intestati a persone decedute e venivano utilizzati dai parenti, 45 erano stati falsificati o clonati, 101 erano già scaduti da tempo e mai riconsegnati, 62 risultavano in copia fotostatica e 15 erano di provenienza furtiva. A questi vanno aggiunti 49 permessi Ztl in copia fotostatica e 35 scaduti.
L’indagine, assai complessa, è scattata quando gli uomini della Municipale hanno scoperto che era impossibile notificare migliaia di verbali ad automobilisti «indisciplinati». Molti, infatti, erano già morti. Una montagna di lasciapassare, invece, era intestata a persone sconosciute o ditte fallite. Le verifiche incrociate, fatte confrontando i dati dell’Ufficio Notifiche, con quelli dell’Ufficio Iride (controlli Ztl) e dell’ufficio contravvenzioni, hanno dimostrato che i romani diventano sempre più scaltri nel beffare le istituzioni. Le pensano proprio tutte per eludere i controlli.
Proprio come il conducente di una Fiat Panda, «responsabile» di ben 494 passaggi nell’area Ztl Trastevere. L’uomo, da oltre tre anni, girava con l’autorizzazione per gli invalidi e una carta di circolazione intestate a un parente defunto nel 2005. Splendida idea anche quella di un conducente di una Mercedes fermata su via IV Novembre. Era riuscito ad evitare la notifica di oltre 1300 verbali nonostante passasse regolarmente davanti alle telecamere entrando in via del Teatro Marcello, in via Cavour e Corso Vittorio Emanuele II, grazie a un falso permesso, a nome di un cittadino residente in una città del nord.
I vigili hanno scoperto anche altri automobilisti «fuori legge» che varcavano la zona a traffico limitato con veicoli riportanti targhe contraffatte o alterate.
In settantacinque sono stati identificati e denunciati proprio per questo motivo. Si erano specializzati, infatti, nel modificare alcune lettere delle targhe, come una L che diventava una I o una F che si trasformava in E. Sequestrati infine anche diversi veicoli, oggetto di appropriazione indebita, e un’auto acquistata con «furto d’identità», che ha portato alla denuncia di un professionista romano.
«Nella nostra indagine sono finiti soggetti di ogni ceto e classe sociale - spiega il comandante dei I gruppo Buttarelli - ma i controlli non terminano qui e presto si estenderanno a tutto il territorio del I Municipio. Vogliamo accertare la legittimità e la regolarità del maggior numero possibile di lasciapassare, al fine di contrastare i molteplici abusi e osteggiare ogni forma di carenza di educazione civica». Nei prossimi mesi nel mirino dei vigili entreranno soprattutto i posti per la sosta riservata ai veicoli dei diversamente abili, che vengono troppo spesso occupati da chi non ha i titoli per possedere i contrassegni.
«I nostri blitz, che si intensificheranno ancora - conclude il dirigente della municipale - permetteranno all’amministrazione capitolina di recuperare ingenti somme di denaro, che si aggirano su centinaia di migliaia di euro, per multe relative a violazioni del codice della strada. Sanzioni mai riscosse a causa di raggiri e artifizi messi in atto dai trasgressori».