Da Zucchero a Fossati Settimana amarcord per la musica a Milano

È l’artista dei contrasti. Il musicista internazionale che suona con Bono e B.B. King e al tempo stesso celebra e vive la vita della campagna emiliana (dove nella sua tenuta produce anche vino, formaggio eccetera); è il bluesman che cita a piene mani la simbologia del Mississippi ma anche il folklore delle sue parti (Chocabeck, titolo del suo ultimo cd da mezzo milione di copie vendute solo in Europa, è il nome di una sorta di zuppa che cucinava suo nonno). Anima padana in cui affondano le sue radici e anima d’adozione che attraversa il Delta del Mississippi partendo dal Mississippi e attraversando Memphis e New Orleans; questo è Zucchero, che finalmente domani e martedì sbarca al Forum con la sua megatournée.
Nuovi brani ed un miscuglio di grandi successi, ma con Zucchero non bisogna mai guardare la scaletta, perché le canzoni indossano ogni volta un nuovo vestito (ora dolcemente melodico, ora ruvidamente funky, tanto per rimanere nel campo dei contrasti) e mai come questa volta il concerto si annuncia «nuovo», con un passaggio dal blues al folk e la serata che si trasforma, nelle parole di Zucchero, in «una festa di paese». «Ho sempre investito tutto nelle tournée - ha detto il cantante - per questo ho cambiato cinque manager. Se ne sono andati perché non ci guadagnavano una lira. I costi sono pazzeschi. A maggior ragione questo volta in cui la band è di undici elementi, i soliti più tre fiati e tre archi che fanno anche da coristi. E in più ho lavorato a nuovi arrangiamenti dei miei brani più famosi». Con la sua contagiosa energia e il suo fascino incantatorio da «oochie coochie man» si è sbarazzato agilmente delle critiche di chi lo accusava di imitare il canovaccio del blues classico. «Sono come una spugna che assorbe tutto quello che le sta attorno. Canto la musica che ho nel cuore e al tempo stesso sento i cambiamenti che ci sono nell’aria. Amo le contaminazioni accidentali».
Mercoledì agli Arcimboldi cambio di registro per un concerto che si scolpirà nella memoria degli ascoltatori. Ivano Fossati fa partire da Milano la sua tournÉe d’addio al palcoscenico annunciata di sorpresa qualche settimana fa. Tutto esaurito naturalmente per il canto del cigno del cantautore genovese accompagnato dal nuovo album Decadancing e dai successi di una sterminata carriera.
La settimana si chiude venerdì e sabato, ancora al Forum, con una doppietta di George Michael in versione sinfonica. L’ex Wham idolo dei teen ager, lasciati da parte i disagi esistenziali, i problemi con droga alcool fidanzati e chi più ne ha più ne metta, propone uno spettacolo raffinato e patinato, uno show che potrebbe mettere d’accordo i suoi antichi fan con i duri e puri del rock che consideravano le sue canzoni spazzatura per ragazzini.