Zunino e stock option in Mediobanca

Luigi Zunino si rafforza in Mediobanca. Il costruttore, impegnato a Milano nei maxiprogetti per il quartiere Santa Giulia e l’area ex Falck, ha portato la sua partecipazione dal 2 al 3 per cento.
È «un investimento a lungo termine», ha spiegato il numero uno di Risanamento in una nota con cui ha indicato nella «fiducia immutata nella società e nel suo management, rafforzata dai risultati straordinari ottenuti dalla stessa, le motivazioni» alla base dell’operazione.
Zunino, che attende le scadenze del patto di sindacato (eventuali disdette da parte dei soci vanno date entro fine marzo) e il rimescolamento nell’azionariato con la preannunciata uscita di Fiat e il possibile disimpegno di Pirelli, mette peraltro le mani avanti.
Nel comunicato sottolinea che «non esistono al momento particolari progetti/strategie riguardo a Mediobanca né riguardo alle principali società partecipate da Mediobanca, e non è stato stipulato alcun patto parasociale». L’investimento, che potrebbe ancora salire, nascerebbe anche dagli ottimi rapporti dell’immobiliarista con Gabriele Galateri di Genola, presidente della banca d’affari.
Nei mesi scorsi la quota di Zunino era scesa sotto al 2% per la diluizione avvenuta nel capitale. Diluizione dovuta a una certa urgenza che il top management della banca ha avuto nell’esercitare le proprie stock option in azioni, senza peraltro cedere le stesse. Probabilmente per motivi fiscali.