Zurich, parola d’ordine: assicurare i rischi dell’attività professionale

Signori professionisti e progettisti attenti alle scadenze e occhio alle date. A partire dalla metà del prossimo agosto, assicurarsi sarà un obbligo di legge. Un fatto che interesserà oltre due milioni di cittadini.
I rischi legati all’attività professionale e di progettazione sono aumentati in modo esponenziale, in questi ultimi anni. «È cresciuto il numero delle richieste di risarcimento e delle cause civili e penali - spiega Stefano Nalin, responsabile Zurich delle reti di vendita in Italia - determinate da una maggiore attenzione dei cittadini e dei clienti verso i propri diritti. L’evoluzione legislativa e giurisprudenziale ha determinato un radicale cambiamento della professionalità richiesta al professionista e al progettista. La complessità, poi, delle relazioni, si fa sentire in tutti i settori di business e di consulenza, specialmente nell’attività di progettazione che vede coinvolte diverse figure professionali. Significa tempi non brevi per risolvere i contenziosi, vista anche la difficoltà di individuare le responsabilità imputabili al singolo professionista». È bene, quindi, avere le spalle coperte.
«La Zurich ha pensato di rispondere alle nuove esigenze di professionisti e progettisti - continua - con prodotti a 360 gradi». Abbiamo considerato tre livelli. Professioni amministrative (avvocati, commercialisti, ragionieri, amministratori di stabili, consulenti del lavoro). Progettisti (ingegneri, architetti, geometri, agronomi, forestali, geologi, architetti d’interni). Medici, farmacisti e infermieri. Da oggi chi opera nel campo amministrativo e legale ha una nuova sicurezza, la polizza «Professionisti», recentemente rilanciata con nuove caratteristiche. Questo prodotto è in grado di rispondere alle molteplici esigenze di ogni professionista, con soluzioni flessibili e complete. Le nostre peculiarità: consulenza strategica, relazione tecnico cognitiva con il cliente, personalizzazione, proposta diretta con prodotti tailor made e non standard. Un’ampia gamma di scelta di massimali, scoperti di polizza e franchigie».
Solo il 29% delle piccole e medie imprese, in Italia, dagli ultimi dati, ha sottoscritto la Rc professionale. «A livello europeo, invece, una ricerca molto recente - conclude Nalin - ha calcolato la raccolta premi per la responsabilità professionale in 5,8 miliardi di euro nel 2010 che diventeranno 7, nel 2014, con un tasso di crescita medio tra le diverse professioni, tra il 2 e il 6%».