Zurigo, ladri d'arte di lusso: il bottino vale 112 milioni

In soli tre minuti sono state rubate quattro tele impressioniste di Cèzanne, Degas, van Gogh e Monet dal museo svizzero Buehrle. E' il più grande furto mai compiuto in Europa. <strong><a href="/media.pic1?ID=364">Guarda i quadri trafugati </a></strong>

Zurigo - Prendi le tele e scappa. Ci hanno messo tre minuti e mezzo per rubare quattro quadri di Cèzanne, Degas, van Gogh e Monet per un valore di 180 milioni di franchi. Il colpo è stato messo a segno ieri pomeriggio nel museo Buehrle di Zurigo.

Un bottino milionario Nel museo Buehrle di Zurigo sono stati rubati, armi alla mano, quattro opere di grandi pittori impressionisti per un valore complessivo di 112 milioni di euro. "Si tratta del più grande furto mai compiuto in Svizzera e quasi certamente anche in Europa", ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce della polizia zurighese, Mario Cortesi. I dipinti ad olio, che facevano parte della collezione E.G. Buehrle de Zurich, sono i "Papaveri vicino a Vetheuil" di Claude Monet (1879), "Il conte Lepic e le sue figlie" di Edgar Degas (1871), il "Ramo di castagno in fiore" di Vincent Van Gogh (1890) e il "Ragazzo con il gilet rossò di Paul Cezanne (1888).

Il colpo in tre minuti e mezzo Duecentodieci secondi. Tre uomini armati e mascherati hanno fatto irruzione nel museo Buhrle di Zurigo per mettere a segno un colpo da 180 milioni di franchi. Dentro e fuori. In un lampo. Poi, più nessuna traccia. I malviventi si sono introdotti nel museo del quartiere di Seefeld verso le 16:30, una mezz'ora prima della chiusura. Uno dei tre ha minacciato le persone all’entrata con una pistola costringendole a stendersi per terra. Gli altri due si sono diretti in una delle sale al piano terra dove - nel giro di tre minuti - si sono impossessati dei primi quattro quadri che hanno trovato. "Nella grande sala erano esposte tele di maggior valore", ha detto il direttore della Collezione Lukas Gloor.

Il precedente Mercoledì scorso erano stati rubati due quadri di Picasso del valore di diversi milioni di franchi al centro culturale Seedamm di Pfaffikon (cittadina a circa una decina di chilometri da Zurigo). Nessuna traccia dei malvimenti. Le due opere trafugate, "Tète de cheval" (1962) e "Verre et pichet" (1944), appartengono al Museo Spreng di Hannover, uno dei più importanti centri tedeschi di arte contemporanea.