Bari, mafia: in manette 83 affiliati

Oltre mille finanzieri hanno eseguito 83 arresti contro le cosche pugliesi. In manette il capoclan barese "Savinuccio" Parisi e il boss Antonio Di Cosola

Riceviamo e pubblichiamo:

Si precisa che con sentenza definitiva n. 1961/2012, il signor Francesco Martiradonna (citato nel sottostante articolo in base alle informazioni in possesso del cronista alla data dell'estensione del medesimo), è stato assolto con formula piena dalla Corte di Appello di Bari.

Bari - Dalle prime ore del mattino, oltre mille finanzieri hanno eseguito 83 arresti, disposti dalla Dda di Bari contro alcune cosche pugliesi. In manette anche il capoclan barese "Savinuccio" Parisi, insieme a suoi luogotenenti e gregari, e il boss Antonio Di Cosola, egemone dell’omonimo clan contrapposto agli Strisciuglio. Scoperta anche la holding imprenditoriale delle cosche, attiva anche all’estero: sequestrati beni per 220 milioni di euro. Tra i beni sequestrati anche una società londinese di di bookmaker.

In manette il boss Parisi Le fiamme gialle hanno sequestrato 227 immobili tra ville, appartamenti nel capoluogo pugliese e a Montecatini Terme, capannoni industriali a Baricentro di Casamassima e a Mantova, quasi 700 conti correnti bancari, 61 auto lussuose, quote sociali di società con fatturati di svariati milioni di euro, tra le quali la "Sport & More", con sede in molte città. Il valore dei sequestri è pari a 220 milioni di euro. L’operazione è stata portata a termine stanotte dai militari del Gruppo investigativo sulla Criminalità organizzata di Bari, in collaborazione con oltre mille colleghi in servizio in Puglia. L’inchiesta, nata oltre tre anni fa e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo pugliese, ha inferto un colpo durissimo alle organizzazioni mafiose radicate nella regione, proprio perchè ha centrato patrimoni, cuore dell’organizzazione.

La cellula italo-serba Era legato in affari con una potentissima cellula italo-serba di trafficanti di droga con centro a Milano, Savino Parisi. Il vecchio esponente della criminalità organizzata, secondo gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia, avrebbe acquistato nel tempo decine di chili di cocaina tutti sequestrati nel corso delle indagini dalle Fiamme gialle. Per questo motivo, stamattina, sono stati arrestati Luigi Magrini, 37 anni, trasferito a Milano per seguire da vicino l’affare, Francesco Martiradonna, 36 anni, figlio del noto pregiudicato Vito, e infine Francesco Calzolaio, 31 anni e Nicola Iandolo, 40 anni, ritenuti corrieri della droga. Parisi, e Angelo Michele Stramaglia, detto "Chelangelo", ucciso ad aprile scorso e già capo di un’altra organizzazione criminale legata al clan Parisi, avevano acquisito nuovamente il pieno controllo del territorio accumulando enormi ricchezze di reati di ogni genere: dalle rapine ai tir con sequestro di persona, all’usura, con l’applicazione di tassi di interesse vicino al 300% fino alle turbativa delle aste giudiziarie.