Coca ed eroina nei festini Vip: in cella un regista e un chirurgo

Roma, coinvolti diversi personaggi del mondo dello spettacolo. Il viceprimario sniffava prima di operare

Alessia Marani

da Roma

Operazione Cleopatra, vizi e peccati della Roma-bene, atto secondo. Ma questa volta il blitz di ieri all’alba delle squadre mobili di Viterbo e della Capitale, in mano 19 ordinanze di custodia cautelare per detenzione e spaccio di stupefacenti, porta il nome de «le Iene», dall’omonimo ristorante di via Flavia in passato gestito da uno degli arrestati di ieri, il regista cinematografico Maurizio Anania, 36 anni, insieme con Ernesto Ascione, l’antiquario ex marito dell’attrice Nadia Rinaldi, già coinvolto nella prima tranche d’inchiesta. Indagine coordinata dalla Dda, la Direzione distrettuale antimafia, che due anni fa (era il novembre del 2003) scosse alle fondamenta il mondo di vip, «stelline» e politici all’ombra del Cupolone, compresa la prorompente Serena Grandi, la cui posizione è stata stralciata in Cassazione. «Partendo dalle intercettazioni e dagli elementi dell’epoca - spiega il capo della mobile romana, Alberto Intini - ecco gli arresti di oggi».
L’attenzione degli inquirenti si concentra soprattutto sulle frequentazioni in locali notturni, nel mirino finiscono personaggi del mondo dello spettacolo, dirigenti e professionisti. Molti sono segnalati al prefetto come consumatori abituali di droghe. Inghiottiti nella spirale infernale di festini e bella vita. «Non esiste una figura di spicco, ci sono fornitori e consumatori. Cocaina ed eroina vengono girate da uno all’altro, in certi casi con una sorta di tam tam, ma non tutte le persone coinvolte si conoscono fra loro», chiariscono gli investigatori che in due anni hanno sequestrato quasi 3 chili di polvere bianca. Non c’è, dunque, associazione a delinquere. La droga viene portata di volta in volta nei locali per essere ceduta e consumata. Le «ordinazioni» avvengono con un linguaggio cifrato. Nomi di donna indicano la quantità: Beatrice, due grammi; Claudia, tre grammi. La coca è la «pallina da ping pong», oppure la «pizza» o niente più che una «cortesia».
Qualcuno al telefono dice: «Porto i mobili che volevi», per indicare la «roba». In qualche occasione il «codice» viene cifrato in romanesco, c’è pure chi pensa di farla franca parlando in inglese. Con Anania, regista calabrese della fiction «Odi et amo» del ’98 che lanciò Lorenzo Flaherty, il bello di «Incantesimo» e «Distretto di polizia», sono finiti alla sbarra lo sceneggiatore Davide Tovi, 28 anni, romano, che nel 2004 produsse la «Clessidra del diavolo» con Francesca Rettondini e Naike Rivelli e il viceprimario del reparto di chirurgia vertebrale dell’ospedale Sandro Pertini di Roma, Michele Ruggeri, 52 anni, che secondo i pm Capaldo e La Speranza avrebbe fatto uso di eroina anche poco prima di entrare in sala operatoria. Motivo per cui i poliziotti, ieri, hanno sequestrato diverse cartelle cliniche. A Viterbo, invece, sono stati raggiunti dalle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Luisanna Figliolia, Germano D. V., 41 anni, funzionario Cotral, e Luigi D., 48 anni, allevatore di cavalli. I due avrebbero svolto sia il ruolo di fornitori che di acquirenti. A dare la droga ad Anania, invece, sarebbe stato Fabrizio Belmonte, 43 anni, arrestato «in diretta» durante la conferenza stampa di ieri, a Todi (Perugia) e già implicato nell’operazione Cleopatra. In carcere altre 10 persone (tra cui il pregiudicato Roberto C., 58 anni, gestore di una bisca), 3 ai domiciliari, una è ancora uccel di bosco.