Ilva, il pm chiede il processo per RivaPer evasione fiscale

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
"Il 28 ottobre 2015 il Tribunale di Milano ha assolto, tra gli altri, il dott. Angelo Mormina , ex managing director della filiale di Londra di Deutsche Bank,imputato nel processo su una presunta frode fiscale messa a segno dal gruppo Riva per 52 milioni di euro."

Per una presunta maxi evasione fiscale da 52 milioni di euro che risale al 2007, il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco ha chiesto il processo per il patron dell'Ilva Emilio Riva, per due ex dirigenti del gruppo e per un manager della filiale di Londra di Deutsche Bank.
Secondo la ricostruzione dell'accusa, il colosso del settore metallurgico avrebbe indicato nella dichiarazione dei redditi elementi passivi fittizi per poter poi pagare meno tasse al fisco italiano. Oltre a Riva, la richiesta di rinvio a giudizio riguarda Mario Turco Liveri e Agostino Alberti, in qualità rispettivamente di responsabile finanziario e componente del cda e responsabile fiscale del gruppo e Angelo Mormina, managing director di Deutsche Bank Londra.
Come si legge nel capo di imputazione, i quattro, «al fine di evadere le imposte sui redditi... ponevano in essere una complessa operazione di finanza strutturata, all'unico scopo di consentire alla consolidata Ilva l'abbattimento del reddito, mediante l'utilizzazione di elementi passivi fittizi per 158.979.433 euro e conseguentemente per la consolidante Riva Fire, una pari riduzione della base imponibile e un'evasione di imposta Ires pari a 52.463.213 euro».
Secondo la Procura, attraverso una serie di contratti, gli utili fatti dall'Ilva in Italia sarebbero stati trasferiti all'estero per sfruttare un regime fiscale più favorevole e, nel contempo, sarebbero state fatte figurare perdite in Italia per pagare meno tasse nel nostro Paese. Il risparmio fiscale per il gruppo, grazie a queste operazioni datate 2007 ma inserite nella dichiarazione dei redditi del 2008, ha oltrepassato i 52 milioni.