Emergenza cremazioni L’assessore chiede scusa: «Risolveremo il problema entro fine marzo»

L’assessore ai Servizi funebri, Stefano Pillitteri chiede «scusa ai milanesi». Alle famiglie che per assistere alla cremazione dei propri cari devono andare fino a Venezia, Aosta, Livorno. Ma il Comune deve far fronte all’emergenza, «finirà entro fine marzo», ha assicurato ieri ai consiglieri in Commissione a Palazzo Marino. L’operazione costerà 166mila euro. Ed è partito un audit interno per capire se si poteva evitare che il sistema si «impallasse». É successo il 5 febbraio, ma «fino ad allora - spiega Pillitteri - chi aveva competenza non lo ha segnalato». Milano ha 5 forni crematori. Nell’aprile 2008 uno va fuoriuso (lo è ancora, la riparazione costa 250mila euro). L’assessore fa presente che il direttore di settore Luigi Balladore - arrestato il 6 febbraio nell’ambito dell’inchiesta sul racket per il caro estinto - non ha segnalato l’emergenza, tant’è che nemmeno è calato il ritmo delle esumazioni «come sarebbe stato ovvio fare». Il primo novembre, si blocca un secondo forno, ma ancora «nessun “codice rosso“». Con 5 impianti il Comune garantisce 240-270 cremazioni a settimana, con 4 scendono a 192-216, la richiesta media è di 205. Si intuisce che con due forni in meno la lista d’attesa a febbraio è diventata incontrollabile. «In pochi giorni abbiamo dovuto trovare celle frigorifere di emergenza e impianti fuori città». Ora si va a un ritmo di 12 cremazione al giorno: a Cinisello un servizio costa 455 euro, a Novara 405. Il direttore centrale Pierangelo Bua spiega di «essere stato messo a conoscenza del problema solo il 5 gennaio» e di «non avere un rapporto gerarchico rispetto al direttore Balladore» con cui ha avuto «molte divergenze, non avrei proposto il rinnovo dell’incarico e ho denunciato diversi episodi poco trasparenti». Ma si dice «pronto a rassegnare le dimissioni se l’audit rileverà mie responsabilità». Dopo l’inchiesta che ha coinvolto il dirigente il Comune ha bloccato le dismissioni delle tomba di famiglia per verificare come le famiglie sono state selezionate. Pillitteri infine annuncia il ritiro della delibera Misef, per l’esternalizzazione dei servizi funebri: «Ha bisogno di essere completamente rivista».