Famiglia «investe» su una maxi truffa

Riceviamo e pubblichiamo: Con riferimento all'articolo apparso in data 13/07/2005  dal titolo FAMIGLIA INVESTE IN MAXI TRUFFA si precisa che i fatti ivi descritti sono ancora in corso di verifica da parte della competente Autorità Giudiziaria che, all'esito del processo, potrebbe ritenere non fondata la ricostruzione a suo tempo prospettata dall'Ufficio del pubblico Ministero di Torino e conseguentemente acclarare la totale estraneità ai fatti del signor Dario Perini, come dallo stesso da sempre sostenuto

Cinque case, un garage, un’auto, per un valore di alcuni milioni di euro sono stati ceduti da una famiglia ligure, composta da un’anziana madre e dal figlio, ad alcuni truffatori: cinque sono in manette per estorsione. Tutto era partito da un sedicente promotore finanziario, che si era fatto rilasciare degli assegni in bianco da investire, poi scomparso nel nulla. Per recuperarli le due vittime si sono viste estorcere tutti i beni. La Guardia di Finanza di Torino ha arrestato, con l’accusa di estorsione, Francesco Dario Perini, 57 anni, e Giulio Carlo Perini, 42 anni, Luciano Perini, 24 anni, e Giuseppe Notarstefano, 41 anni, tutti di Torino, e il ligure Paolo Cervelli, 40 anni.
La vicenda ha inizio nei primi mesi del 2003 quando un’anziana donna e suo figlio affidano a un certo Paolo Uccellatori, torinese, alcuni assegni bancari a scopo di investimento. Uccellatori, però, sparisce e subito dopo compaiono i cinque attualmente in carcere che raccontano alle vittime del raggiro che i loro assegni erano finiti in mano a gente malavitosa. Aggiungono anche che sono in grado di recuperarli, ma solo con una salata provvigione: l’intero patrimonio immobiliare della famiglia. È così che mano a mano sono stati ceduti un alloggio a Torino, altri quattro appartamenti e un garage tra Loano e Sanremo, più una Bmw.
Secondo quanto è stato accertato dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, a un primo rifiuto di cedere tutte le proprietà, gli estorsori hanno usato minacce, prima psicologiche, poi con armi e pesanti violenze fisiche. L’anziana madre, una donna di circa settant’anni, provata dallo stato di indigenza e prostrazione, è deceduta nel dicembre scorso, dopo aver trovato col figlio il coraggio di denunciare gli aguzzini. La guardia di finanza sta proseguendo ora le indagini per verificare se gli arrestati abbiano messo a segno altre truffe analoghe.