Interrogati i due funzionari del Comune: «Chiediamo scusa, ora ci vergogniamo»

Hanno risposto alle domande del giudice. E, almeno in parte, hanno ammesso le proprie responsabilità. Luigi Balladore e Carla Ferrari, rispettivamente direttore e funzionaria del Settore servizi cimiteriali del Comune - entrambi in carcere con l’accusa di aver intascato tangenti per 300mila euro per accelerare le pratiche di alcuni clienti della società di onoranze funebri San Siro - hanno parlato a lungo davanti al gip Giuseppe Vanore. La Ferrari è andata oltre. «Chiedo scusa - ha detto al giudice -, mi vergogno, ho capito la gravità del gesto».
La donna - difesa dall’avvocato Silvia Muto - ha spiegato di aver passato «anni difficili, avevo necessità economiche particolari, sono sola con una figlia», e anche per questo ha voluto «chiedere scusa all’opinione pubblica».
La Procura, intanto, ha chiuso l’inchiesta sul racket dei funerali (l’indagine da cui sono partiti gli arresti dei due funzionari di Palazzo Marino). Sessantuno in tutto le persone coinvolte, tra imprenditori (come Mario Sciannameo, altro nome eccellente del settore, presidente della federazione italiana comparto funerario) e infermieri che avrebbero accettato denaro in cambio delle segnalazioni dei decessi fatte alle aziende che fanno capo ad Alcide Cerato, e ai figli Andrea e Massimo, anch’essi raggiunti da una nuova misura cautelare.
Al termine dell’interrogatorio davanti al gip, la difesa di Balladore ha chiesto la conversione della misura restrittiva negli arresti domiciliari, mentre i legali della donna la revoca della detenzione con la remissione in libertà. Questa mattina alle 10 i due indagati arriveranno in Procura per essere interrogati anche dal pubblico ministero Grazia Colaciccio, titolare dell’inchiesta.