L'Unità sempre pronta a bacchettare gli evasori Ma adesso il suo editore Soru è nei guai col fisco

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L'editore del giornale finanziato dal Pd è indagato per irregolarità
fiscali. Proprio dopo la campagna del suo giornale contro i furbetti che
non pagano le tasse. Lui si difende e parla di &quot;buona fede&quot; e di &quot;condotta corretta&quot;. Il controsenso: era contro lo sfregio ambientale poi spuntò la sua villa sul mare...
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Nelle ultime settimane hanno dato la caccia agli evasori per mare e per terra. Evi­dentemente, però, si sono dimenticati di guardare nell’ufficio accanto al loro.Pove­ri redattori dell’ Unità : ogni giorno non ri­sparmiano di bacchettare e svergognare coloro che sono anche solo sospettati di non pagare le tasse. Ora scoprono che fra costoro c’è anche il loro editore. Dalle parti del giornale fondato da Gramsci e affondato dal Pd, non dev’essere facile digerire la notizia che Renato Soru è indagato per evasione fiscale. Sarebbe un po’ come se i rappresentanti dell’associazione per la difesa degli animali scoprissero che il loro presidente viene accusato di avere un macello clandestino. O come se il gruppo regionale della Protezione Civile scoprisse di essere guidato da un sospetto piromane col mito di Unabomber.

Per carità, Soru si professa innocente. Anzi: «Nel confermare la propria linea di massima collaborazione nei confronti delle autorità, riafferma il proprio convincimento sulla buona fede e sulla sostanziale correttezza della propria condotta fiscale », come ha dichiarato in un comunicato tanto vago quanto imbarazzato. Ma, imbarazzo a parte, il garantismo vale per tutti. E, dunque, va specificato che quelle contro di lui finora non sono prove, ma solo accuse: riguardano, nello specifico, una società inglese, la Andalas Ldt, riconducibile per l’appunto a Soru, che, secondo la Guardia di Finanza, si sarebbe dimenticata di pagare le imposte.

Semplicemente. Si è dimenticata. La Guardia di Finanza ha trasmesso gli atti alla Procura di Cagliari che ha ritenuto di aprire un fascicolo. Tutto qui. Il resto è da dimostrare. D’altronde, si sa, «il contrasto all’evasione non è un pranzo di gala», come ha scritto l’ex ministro Vincenzo Visco proprio sull’ Unità (3 settembre 2011). Come dargli torto? Il contrasto all’evasione non è un pranzo di gala. Ma comunque qualcuno si abboffa. E se fra quelli che si abboffano ci fosse davvero l’editore dell’ Unità sarebbe quantomeno singolare. «La manovra fiscale è una manovra salva-evasori»,si lamentava un lettore del quotidiano del Pd venerdì 9 settembre.

E il commentatore Luigi Cancrini, nella sua risposta, attaccava indignato: «Finché ci sarà Berlusconi, gli evasori in Italia continueranno a dormire sonni tranquilli ». Sottinteso: è ora di finirla. Ma magari senza alzare troppo la voce, ecco. Forse c’è il rischio di disturbare, nella stanza accanto, il sonno tranquillo dell’editore... Dagli editoriali anti-evasori all’editore presunto evasore: il passaggio è imbarazzante, proprio come il comunicato rilasciato ieri da Soru.E in effetti fa un po’ specie,alla luce della notizia, sfogliare le pagine tonanti degli ultimi numeri dell’ Unità . «Indecenti evasioni», titolava a tutta copertina il 17 agosto, e poi all’interno se la prendeva con «i grandi imbroglioni» e suggeriva di coinvolgere le banche per far pagare le tasse.

Il 1˚ settembre chiedeva misure severe contro gli evasori, il 3 settembre lasciava intendere la necessità di pene più dure e poi subito dopo se la prendeva con i soliti noti, i furbetti tutti «lacrime e champagne». «Evasori salvi», s’indignava il 30 agosto; «Preparano altri condoni » annunciava il 23 agosto, «Regalo ai grandi evasori», denunciava l’8 settembre.Tutti titoli di grande efficacia, per la verità. Ma chissà cosa penseranno ora i giornalisti a sapere che il primo ad apprezzarli potrebbe essere stato proprio il loro editore. «Regalo ai grandi evasori? E vai: finalmente qualcuno che pensa a me...». Tutto da dimostrare, per carità, non ci stanchiamo a ribadirlo. Ma che Soru abbia con la coerenza lo stesso rapporto che i vampiri hanno con l’aglio lo dimostra anche il precedente del 2004. Ricordate? Diventò presidente della Sardegna con un piano tutto concentrato sulla difesa del territorio, proclamando la lotta senza quartiere all’abusivismo edilizio e vietando la costruzione di case fino a tre chilometri dalla costa. «L’ambito paesaggistico costiero è un bene che appartiene alla collettività, non ai singoli», sdottoreggiava. Fino a quando uscì sui giornali la foto di una mega villa costruita a pochi metri del mare. La sua villa, per l’appunto. Se il presidente che vieta di costruire sulla costa vive in una casa sulla costa, come stupirsi che l’editore del giornale anti-evasione venga sospettato di evasione? Solo che adesso il problema è un po’ più grande di quella villa, che pure non era affatto piccola.

«Il problema di chi non paga le tasse è un problema politico», proclama infatti l’Unità il 2 settembre. Un editoriale del 22 agosto di Massimo D’Antoni spiega che la lotta all’evasione è uno dei due punti fondamentali dell’anti-manovra del Pd. E anche Bersani, alla festa di Pesaro, nell’annunciare che bisogna «voltare pagina» mette al centro del programma proprio la lotta contro l’evasione fiscale.Sarà questa la battaglia del Pd dei prossimi mesi. Interessante, no? A farsene portavoce il giornale edito da Soru. Un po’ come se la battaglia per la verginità fosse portata avanti dal giornale edito da Cicciolina.