Milano, un leader salafita"Una morte che rattristaBasta con le bugie Usa"

Usama El Santawy, leader dei musulmani salafiti: "Da musulmani non possiamo essere felici della sua morte. La storiella della villa è una presa in giro". Ma Mario Scialoja, membro del centro islamico culturale d’Italia: "Soddisfatti della notizia, ma al Qaeda non scomparirà"

Riceviamo e pubblichiamo:

Il signor Usama El Santawy non si identifica con il salafismo, né ha alcun rapporto con il movimento salafita. L’articolo reca affermazioni e deduzioni del tutto inveritiere.

Le dichiarazioni rese dal signor Usama El Santawy con riguardo alla morte di Osama Bin Laden a cui fa riferimento l’articolo sono state integralmente fraintese. Infatti, il signor Usama El Santawy si è limitato ad esprimere un punto di vista puramente religioso, ossia la convinzione che a nessun fedele è consentito rallegrarsi della morte altrui, chiunque egli sia, a qualunque religione appartenga e qualunque sia stata la sua condotta, ma soltanto di pregare affinché Dio abbia misericordia dell’anima del defunto e ne perdoni i peccati.

Le dichiarazioni del signor Usama El Santawy, pertanto, non costituiscono, né intendono in alcun modo costituire una forma di approvazione o di legittimazione del terrorismo internazionale. Al contrario avrebbero meritato di essere evidenziate per la loro misericordia e profonda religiosità. Un punto di vista meramente religioso non può e non deve mai essere equivocato come se fosse un punto di vista politico e morale: avere pietà di chi muore è un dovere per un fedele, anche non musulmano.

Questo è quanto ha fatto il signor Usama El Santawy. Ogni interpretazione ulteriore è da considerarsi inveritiera e arbitraria.

Avv. Luca Bauccio

Milano - "Da musulmani non possiamo essere felici della morte di un musulmano e anzi preghiamo Allah che abbia misericordia della sua anima e che perdoni i suoi peccati". È con queste parole che Usama El Santawy, leader dei musulmani salafiti di Milano, commenta la notizia dell’uccisione del leader di al Qaeda, Osama Bin Laden. "La storiella di Bin Laden in una villa non regge e anzi sembra una presa in giro per tutti noi musulmani - afferma -. La sua morte invece non è una cosa che sorprende la stragrande maggioranza dei musulmani, anzi direi di tutte le persone nel mondo. Considero oltraggiosa la festa patetica dei cittadini americani, in quanto sono ormai anni che gli Stati Uniti fanno migliaia di vittime in Afghanistan, in Iraq e ora anche in Libia. Le bugie degli Usa ci hanno stancato e l’ipocrisia ha raggiunto limiti storici". El Santawi invita quindi i fedeli islamici a "non cadere nel tranello teso dai media in giro per il mondo" e chiede loro di "stringersi come un unico corpo attorno a ciò che ci interessa oggi. Vediamo tanti cambiamenti nei paesi islamici e questo è solo l’inizio di una nuova era per noi. Le mosse politiche di Barack Obama e delle democrazie occidentali cercano solo di spezzare quell’entusiasmo che loro stessi non pensavano sarebbe sorto nei nostri paesi".

Scialoja: "Al Qaeda non scomparirà" "Accogliamo con grande soddisfazione la notizia della morte di Bin Laden, anche se al Qaeda non scomparirà. Forse ci saranno ritorsioni con gesti dimostrativi, ma non credo che Roma e l’Italia in generale siano in pericolo da questo punto di vista". A parlare è Mario Scialoja, membro del centro islamico culturale d’Italia, che si trova a Roma, negli edifici della moschea di Forte Antenne, la più grande d’Europa. Per Scialoja, "sicuramente catturare Bin Laden sarebbe stato meglio, per sgonfiarne l’immagine". Con la sua morte, invece, i terroristi "ne faranno un simbolo. Forse a prendere il suo posto sarà il Mullah Omar. Di fatto già aveva preso le sue veci, visto che Bin Laden era da tempo malato. Stupisce comunque che si trovasse in una villa a soli 50 chilometri da Islamabad. Sono contento anche per la famiglia Bin Laden, loro sono gente per bene e con Osama non centrano nulla". In merito alla notizia della sepoltura di Bin Laden in mare, Scialoja ha spiegato: "Nel rito islamico la sepoltura è prevista entro le 24 ore, ma non in acqua".