Oppedisano comunque al capolinea

Il dirigente dello Sdi sarebbe stato sfiduciato dal congresso dopo una carriera con pochi lampi

Segretario regionale del partito, sì, Corrado Oppedisano, ma non per questo uomo di punta e, soprattutto, di facciata. Tanto più che - si sussurrava negli ambienti dello Sdi, ben prima dell’iniziativa della magistratura - Oppedisano, quarantenne e giudicato di basso profilo di comunicazione, era stato messo in discussione, e si era già deciso di avvicendarlo nell’incarico in occasione del prossimo congresso. Di origine calabrese, nato politicamente nei giovani socialisti e considerato molto vicino a Rinaldo Magnani, Oppedisano, a causa della diaspora seguita a Tangentopoli, aveva visto bruscamente ridimensionate le ambizioni di scalata ai vertici del partito. Ma l’occasione per riemergere gli era stata offerta dall’attuale assessore regionale Fabio Morchio, sotto la cui ala protettrice aveva ricominciato a poco a poco a distinguersi nelle sezioni del rinato movimento socialista. Più volte candidato, ma senza troppa fortuna, alle varie elezioni amministrative e politiche, Oppedisano era riuscito a conquistare il vertice ligure dello Sdi e, in quella veste, aveva spinto, in particolare, a favore della confluenza nella Rosa nel Pugno, facendosi non pochi «nemici» fra gli stessi compagni.
Uno degli ultimi atti politici firmati Oppedisano, solo poche settimane fa, è il documento congiunto con il segretario regionale del Nuovo Psi Gregorio Catrambone, in cui si rilanciava un’azione comune, «specie con riferimento agli appuntamenti elettorali del prossimo futuro» nella prospettiva di un «significativo contributo al superamento della diaspora tra i Socialisti» anche «a seguito della decisione assunta dal Nuovo Psi di considerare esaurite e superate le ragioni della sua partecipazione all’alleanza con la Casa delle Libertà e di porre al primo punto della propria iniziativa politica la questione socialista». Una questione che ora, a Oppedisano, rischia di rimanere totalmente estranea.