"Il bambino di 11 anni allevato come un killer"

Per la madre era l'"angelo blu". Gli diceva: "Non sei pronto per uccidere nonna e zia"

I suoi due bambini erano chiamati in codice «l'angelo blu» (il maschio, 11 anni) e «l'angelo rosso» (la femmina, 8 anni). Due angeli che Laura Taroni, 40 anni, l'infermiera killer di Saronno era disposta a uccidere pur di compiacere il proprio amante, l'anestesista Leonardo Cazzaniga, 60 anni, che in questa storia horror si era ritagliato il ruolo di terzo «angelo»: quello più importante, «l'angelo della morte», «pronto a dispiegare le ali»; un «padreterno» («Con loro sono come Dio») che poteva decidere di togliere la vita ai pazienti «indegni» di rimanere su questa terra. Il delirio ha rischiato di soffocare anche i figli di Laura Taroni, ora entrambi in una casa di accoglienza, dove verrà «resettato» il loro cervello, imbottito di input negativi.

Sarà un percorso lungo, ma che gli assistenti sociali confidano di concludere nel migliore dei modi. «Tra i due minori quello che presenta maggiori criticità è il maschio - spiega al Giornale uno degli psicologi che hanno effettuato i primi colloqui terapeutici -. Il maschio, 11 anni, veniva trattato dalla madre come una sorta di complice, un potenziale baby killer, per ipotetici delitti futuri con vittime in famiglia. E il dramma nel dramma è che il ragazzino probabilmente era convinto della bontà del progetto criminale, sentendosene addirittura gratificato. Immaginare un suo impegno attivo nella presunta soppressione della zia e della nonna (come emerge dalle intercettazioni) era un'opzione considerata praticabile e meritoria».

Laura Taroni è come se si fosse impegnata ad allevare un piccolo sicario, che però era pronta a sacrificare in nome dell'amore malato verso il partner. «Se il bambino saprà che la mamma non escludeva di ucciderlo - rilevano gli psichiatri -, l'ulteriore choc sarà enorme. La consapevolezza che una madre - che dovrebbe amarti e proteggerti - era in realtà disposta ad ammazzarti per compiacere un uomo, è quanto di più traumatico possa accadere a un figlio in età evolutiva».

«Se vuoi uccido anche i bambini», dice lei; «No, i bambini no», risponde lui: è la conversazione inquietante intercettata dai carabinieri tra «l'infermiera killer» e il «dottor morte».

Ma Laura Taroni parla anche con il suo «angelo blu». Il figlio ha solo 11 anni ma lei lo tratta alla stregua di un sicario in nuce: «Ma poi la nonna Maria la facciamo fuori...»; terribile la risposta del ragazzino: «Non sai quanto le nostre menti omicide messe insieme siano così geniali». E la mamma di rimando: «Tua nonna non è possibile... A tua nonna e a tua zia non è semplice... A meno che non gli fai tagliare i fili dei freni a tua zia... Gli tiri l'olio dei freni... Poi c'è tua zia Gabriella... Non sei abbastanza grande per poter... Non sei abbastanza grande!». Ma non finisce qui. Mamma e figlio continuano a scambiarsi «opinioni» su progetti violenti. Lei si rivolge a lui, quasi con tono di rimprovero: «E poi cosa avresti fatto? Le avresti fatte sparire così? Non è così semplice, sono grosse! L'umido da noi passa solo una volta a settimana... Non abbiamo più neanche i maiali».

In passato la donna conduceva infatti un'azienda agricola. I «maiali» sarebbero stati utili per far sparire eventuali cadaveri? O si tratta «solo» di semplici farneticazioni?