Ecco le telefonate segrete di Napolitano che fanno tremare Renzi

Renzi è spaventato dalla possibilità che le telefonate tra Mancino e Napolitano possano essere rese pubbliche. Ispezioni per evitare fughe di notizie

Telefonate di Napolitano che gli italiani non devono conoscere. E che il governo, per mano del ministro della Giustizia Andrea Orlando, sta facendo di tutto per tenere nascoste. Il ministero, infatti, ha inviato ispettori a Palermo per far sì che le telefonate rimangano segrete. Ed evitare così fughe di notizie sull'ex Presidente della Repubblica. Ci sono persone che conoscono i contenuti delle telefonate. Ma al momento sono tenute nel cassetto. Ecco però chi può revelarle.

Il libro di Ingroia su Napolitano

L'ex magistrato, Antonio Ingroia, infatti, annunciò tempo fa di scrivere un libro sull'inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia. E disse di voler rendere pubbliche, trasformandole in romanzo, le intercettazioni che la Corte Costituzionale ha ordinato di distruggere. Ovvero le telefonate tra Napolitano e Nicola Mancino, allora ministro dell'Interno. Conversazioni in cui Napolitano avrebbe parlato "male" dei magistrati di Palermo. E questo mentre, da Presidente della Repubblica, era anche presidente del Consiglio superiorio della Magistratura.

L'intervento del governo Renzi

Dopo quella intervista rilasciata a Libero, Giovanni Melillo, capo di gabinetto di Orlando, "fece seguire una richiesta di accertamenti al capo dell' ispettorato Elisabetta Cesqui". Lei cercò di assicurarsi che non esistessero più copie di quelle intercettazioni. Ma l'ispettorato ha ordinato comunque, a marzo, nuovi controlli. "Se a distanza di 4 anni, dopo che mi sono dimesso dalla magistratura e dopo che Napolitano ha lasciato il Quirinale, si mobilita, a spese dell' erario, un' intera squadra di ispettori per verificare che nessuno sia in possesso di quelle telefonate è normale che i cittadini si domandino che cosa contenessero - ha detto Ingroia a Libero - Ecco il perché del libro che sarà un racconto a posteriori dell' Italia che ha rinunciato a fare i conti con alcune verità scomode: descriverà un Paese di ricatti e ricattatori, di sentenze politiche. La storia sarà ambientata in un futuro prossimo, tra la Sicilia, Roma e altri luoghi e narrerà le vite parallele di alcuni reduci della stagione dei grandi processi di mafia, politici e magistrati. Tra i protagonisti ci sarà chi avrà abbandonato l' Italia e chi avrà fatto carriera; a un certo punto le loro storie si incroceranno e avremo dialoghi e flashback. In cui si parlerà anche delle intercettazioni di Napolitano e Mancino". E Ingroia sembra sapere il motivo per cui il governo si sia mosso con così tanta forza: "Il motivo è che quelle intercettazioni fanno paura". L'incipit del libro è già pronto: "Ciao Giorgio come stai? Ti ricordi quando l' abbiamo sentita la prima volta…".