Il record di indagati del Palazzo calabrese

Trentotto politici locali su cinquanta, compreso il governatore, sono sotto inchiesta. E Loiero diceva: «Siamo stati eletti per moralizzare»

Indagati, arrestati, morti ammazzati. Ecco il desolante quadro del Consiglio regionale calabrese. Tra nomi ufficialmente iscritti sull’apposito registro e nomi coperti da «omissis» per inchieste in corso, sarebbero 38 (su 50) i politici locali a vario titolo indagati. Assessori, consiglieri, persino il Governatore, Agazio Loiero, uno che appena eletto disse a l’Unità: «Siamo stati eletti per moralizzare la vita pubblica in Calabria, e su questa linea saremo inflessibili». Già. L’altra settimana gli hanno perquisito casa e ufficio notificandogli un avviso di garanzia per corruzione elettorale e corruzione semplice per un «contributo» da 100mila euro.
Su Loiero pende anche una richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’ufficio in un’inchiesta sulla sanità. La prescrizione l’ha salvato dal processo sui fondi neri del Sisde. Mario Pirillo, assessore all’Agricoltura, esponente del Pdm, è stato indagato (e prosciolto) per abuso d’ufficio nel filone «sanitopoli reggina» del 2001, di nuovo indagato per l’alluvione nel camping Le Giare di Soverato e nell’inchiesta «Why Not?». Luigi Incarnato, assessore ai Lavori pubblici, coinvolto nell’inchiesta «No project» per la diga sull’Esaro, poi prosciolto come Mario Maiolo, Margherita, assessore alla Programmazione comunitaria e al Lavoro: indagato nell’affaire «finanziamenti e appalti all’informatica e all’ambiente».
Il nome di Diego Tommasi, assessore all’Ambiente, è uscito nell’inchiesta del pm Eugenio Facciolla della procura di Paola sull’energia eolica ma ad oggi non risulta indagato. Idem Demetrio Naccari Carlizzi, assessore al Bilancio, a cui fanno continuamente riferimento i carabinieri del Ros nelle indagini riavviate dalla magistratura sul clan Libri.
Tra i consiglieri regionali spicca Antonio Acri, ex Ds, indagato in «Why Not?» al pari di Nicola Adamo, capogruppo Pd. Pietro Rosario Amato, Pd, ex presidente della commissione Sanità della Regione Calabria, ha subito una perquisizione nell’inchiesta sugli appalti della sanità. Antonio Borrello (Udeur) indagato per voto di scambio in «New sunrise» a Vibo Valentia. Giuseppe Bova, del Pd, incalzato dalla Corte dei Conti per gli acquisti natalizi di lusso ai colleghi del Consiglio. Cosimo Cherubino, Partito socialista, quand’era consigliere provinciale venne arrestato (e poi scagionato) in un’inchiesta sul clan Commisso. Domenico Crea, Margherita, arrestato per vicende legate alla sanità, è considerato il mandante dell’omicidio di Franco Fortugno, ex vicepresidente del Consiglio. Maurizio Feraudo, Italia dei Valori: indagato per concussione. Pietro Giamborino, Pd, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa nel blitz «Rima» del luglio 2005. Franco La Rupa, Udeur, indagato per associazione mafiosa nell’inchiesta «Nepetia» su politica e cosca Gentile di Amantea nonché per concorso esterno in associazione mafiosa nell’operazione «Omia». Salvatore Lucà, Pd, è subentrato a Vincenzo Sculco, capogruppo della Margherita, sospeso dopo la condanna a 7 anni per corruzione e abuso d’ufficio. Leopoldo Chieffalo, Psi, è finito in manette per lo scandalo degli immobili Enac. Franco Pacenza, Pd, arrestato in un’inchiesta sui fondi comunitari per concussione.
Dopo la scarcerazione il pm ha chiesto l’archiviazione. Sergio Stancato, gruppo misto, nel 1998 (quand’era assessore all’Ambiente) fu arrestato per corruzione, poi la Cassazione lo rimise in libertà. Sergio Abramo, consigliere regionale nel gruppo misto, è tuttora sotto processo per abuso d’ufficio, falso, concussione, turbata libertà degli incanti. Il capogruppo socialista Luciano Racco ha smentito dettagliate indiscrezioni stampa relative ad indagini su un aiuto elettorale ricevuto dalla cosca Costa di Siderno.