Roma, truffa nella sanità: domiciliari per Angelucci

Giampaolo Angelucci, uno dei più noti imprenditori della
sanità ed editore di giornali<em>, </em>ai domiciliari per un'inchiesta su alcune cliniche romane. Chiesto l'arresto per il padre, il deputato Pdl Antonio Angelucci. <strong><a href="/a.pic1?ID=326291">Leggi l'ordinanza di custodia
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Roma - Truffa alla sanità per 170 milioni di euro. La procura di Velletri ha emesso una decina di ordinanze di custodia cautelare, una delle quali riguarda Giampaolo Angelucci, uno dei più noti imprenditori della sanità ed editore dei quotidiani Libero e il Riformista. Il provvedimento riguarda un'inchiesta su alcune cliniche della capitale. La procura contesta il reato di truffa ai danni della Asl. Secondo quanto si è appreso Angelucci avrebbe ottenuto gli arresti domiciliari.

Chiesta autorizzazione per arresto La procura ha chiesto l’autorizzazione a procedere per il padre di Giampaolo Angelucci, Antonio, deputato del Pdl. Le altre ordinanze riguarderebbero anche dirigenti della Asl RmH, ovvero la Asl che si occupa della zona dei castelli romani. Antonio Angelucci, classe 1944, è uno dei componenti della commissione Finanze (in sostituzione di Giorgia Meloni, ministro per la Gioventù) e della commissione Attività produttive, commercio e turismo.

Le accuse L’accusa rivolta alle 13 persone nei confronti delle quali la magistratura di Velletri ha emesso le ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni del servizio sanitario nazionale per un ammontare di 170 milioni di euro. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero fatto risultare prestazioni sanitarie mai effettuate o incassato rimborsi di analisi in assenza delle necessarie e obbligatorie autorizzazioni. I provvedimenti restrittivi riguardano, oltre a Giampaolo Angelucci, (e oltre la richiesta di autorizzazione a procedere inolttrata alla giunta della camera per il padre Antonio, parlamentare del Pdl), altre 12 persone, tra funzionari della Regione Lazio e delle Asl. La truffa, sempre secondo quanto si apprende, sarebbe stata attuata tra gli anni 2005 e 2007. Oltre alle ordinanze di custodia cautelare il gip di Velletri, su richiesta della procura, ha emesso 4 obblighi di dimora.

Gli Angelucci: misure abnormi Le misure cautelari disposte dal Tribunale di Velletri sono "abnormi e sproporzionate". Così gli impreditori Angelucci e la San Raffaele SpA commentano, in una nota, i provvedimenti cautelari che sono stati notificati loro oggi dai carabinieri dei Nas. "Pur ritenendo abnormi e sproporzionate le misure poste in essere", si legge, gli Angelucci "sottolineano la loro totale estraneità ai fatti addebitati e confidano di poter dimostrare a breve termine l'infondatezza delle accuse loro rivolte. Ribadiscono altresì di riporre piena fiducia nell'operato della magistratura".

I nomi dei 13 indagati Questi i nomi degli indagati, a seconda delle posizioni per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al falso nell’ambito dell’indagine della Procura di Velletri da cui è scaturita l’emissione di tredici misure cautelari da parte del Gip. Antonio Angelucci, Giampaolo Angelucci (arresti domiciliari), Paolo Casamatta (domiciliari), Antonio Vallone Mauro (domiciliari), Claudio Ciccarelli (domiciliari), Agostino Messineo (obbligo di dimora), Domenico Tassone (domiciliari), Rodolfo Conenna (domiciliari), Tiziana Petucci (domiciliari), Agnese D’Alessio (domiciliari), Luciano Mingiacchi (obbligo di dimora), Maurizio Iacono (obbligo di dimora), Fabio Passafiume (obbligo di dimora).