Tangenti sulle tombe, in cella dirigente e impiegata del Comune

L'inchiesta sul racket dei funerali. Avrebbero intascato 311mila euro per agevolare le pratiche dei Cerato. Nelle intercettazioni erano "due santi in paradiso"

Erano «i due santi in paradiso». Così, al telefono, li chiamavano Andrea e Massimo Cerato. I figli di Alcide - il patron della «San Siro», il re delle pompe funebri arrestato nell’ottobre scorso per un giro di mazzette pagate negli ospedali per avere la «soffiata» giusta sui decessi - parlano. E gli investigatori ascoltano le loro conversazioni. I due «santi» lavoravano negli uffici chiave per il business del caro estinto. Luigi Balladore, direttore del settore Servizi cimiteriali del Comune, e Carla Ferrari, quella che gli inquirenti chiamano «il suo alter ego». Due funzionari arrestati ieri dalla sezione di pg della polizia, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Stessa accusa contestata anche ad Alcide, Andrea e Massimo Cerato. Un vorticoso giro di mazzette. Tangenti - secondo la Procura - pagate attraverso una contabilità in nero ai due funzionari per accelerare le pratiche a Palazzo Marino. In poco più di tre anni, a partire dal 2005, Balladore e Ferrari avrebbero intascato oltre 300mila euro.

Una contabilità parallela che Andrea Cerato aveva catalogato in quattro file in un computer, sotto il nome «cassa». A seguire, l’anno: dal 2005 al 2008. È l’elenco dei «favori», dei committenti (il cognome della famiglia la cui pratica doveva prendere una corsia preferenziale), e il valore della tangente. Da 2mila e 500 euro, fino a 20mila, a seconda del tipo di concessione. In totale, 58 fascicoli per un valore di 311mila euro, versati dalla società Edilizia cimiteriale srl e dalla Servizi Cimiteriale srl, formalmente di proprietà della holding Virudent ltd con sede a Manchester ma - secondo gli inquirenti - riconducibili ai Cerato. Nel dicembre 2007, gli investigatori intercettano una telefonata tra un cliente della San Siro e Massimo Cerato. I due stanno parlano di una tumulazione al Monumentale. La pratica va a rilento. Deve seppellire la madre e - per questo - dice che incontrerà nel gennaio successivo il sindaco Letizia Moratti (di cui è stato consulente) per sbloccare la situazione. Cerato suggerisce di «far chiamare dalla Letizia l’ingegner Balladore», e di parlare con lui. «Poi - insiste - mi arrangio io». E anche per acquistare un giardino all’interno del Monumentale esiste la scorciatoia. «Ho parlato con chi di dovere - assicura Massimo - e ci sono stato anche a pranzo assieme». A pranzo, Cerato, era con Balladore e Ferrari. Ristorante, «Le colline pistoiesi». I due funzionari pubblici discutono anche di come spartirsi le mazzette. Un criterio che risponde al «grado» interno agli uffici di Palazzo Marino. Sessanta per cento Balladore, il resto alla Ferrari. Ne parlano in una telefonata di ottobre. «Andrea (un cliente, ndr) ti ha dato 10mila? Allora tu ne tieni sei e me ne dai quattro». Ma i contatti tra i Cerato e i due funzionari vanno oltre il semplice iter burocratico. Secondo gli inquirenti, infatti, la famiglia aveva messo gli occhi sul progetto di privatizzazione del settore cimiteriale del Comune. Un passo verso il controllo totale del «mercato». Gli arresti di ieri scuotono Palazzo Marino. Stefano Pillitteri, assessore ai Servizi Civici, dice di «sentirsi tradito, vogliamo portare trasparenza in questo settore». «La giustizia farà il suo corso - commenta la Moratti -, mi auguro che si chiarisca tutto nel più breve tempo possibile».