Telefonini spia, sgominata banda di 400 persone

Scoperto un traffico di cellulari modificati con un software spia per controllare telefonate e sms di chi li usava. Tutto è partito dal crac Coppola

Vicenza - Il telefonino, la tua voce, anzi no, la tua spia... Già proprio così da innocuo oggetto per comunicare a potente "orecchio" elettronico che consente ad altri di ascolare le tefonare e leggere i messaggi sms. Cellulari modificati, regalati e usati come "occhi" e "orecchie" indiscreti per controllare in qualche caso l’onestà di dipendenti, le frequentazioni dei figli, ma soprattutto la fedeltà di centinaia di mogli, mariti e fidanzati. Con risvolti immancabilmente boccacceschi.

Coinvolte oltre 400 persone È quanto emerge dall’inchiesta "Spy Phones" della Guardia di Finanza di Vicenza, in cui sono coinvolte oltre 400 persone, che ha scoperto un’organizzazione specializzata in creazione, installazione e vendita di un software, battezzato Polifemo. Un sistema capace, se inserito in un telefono cellulare detto "schiavo", di monitorarne, registrandole su un analogo apparecchio ’pilotà, sms e chiamate oltre a funzionare come cimice ambientale, individuabile da satellite.

Tutto è partito dall'inchiesta su Coppola Sarebbe stata l’inchiesta su Danilo Coppola, l’imprenditore romano coinvolto nell’inchiesta della procura di Roma sul crac da 130 milioni di euro che ha interessato il suo gruppo immobiliare, a portare alla luce questo strumento. Secondo quanto spiegato dalla Gdf vicentina nel corso di una conferenza stampa, l’immobiliarista avrebbe chiesto e ottenuto dalla sua segretaria, che compare tra gli indagati, di individuare un apparato per ascoltare le altrui comunicazioni. A costruirlo un’azienda di Vicenza, la Aces Group, di Samuele Caraccioli, di 31 anni, che utilizzava l'invenzione di un ingegnere di Catanzaro, Livio Sinopoli, 27 anni. Le Fiamme Gialle hanno denunciato per associazione a delinquere cinque persone ritenute "menti" dell’impresa, mentre sono state denunciate per vari reati tra cui intercettazioni abusive e accesso abusivo a sistemi informatici altre 420 persone; segnalati una ventina di rivenditori di telefoni che potrebbero essere stati in grado di applicare i sistemi spia.

Episodi boccacceschi e liti familiari L’indagine ha messo a nudo "vizietti" di mezza Italia, elaborato una casistica nella quale avrebbero attinto volentieri Boccaccio e Flaubert, provocato anche crisi familiari, sfiorato tragedie. In quest’ultimo caso, sono stati proprio gli uomini delle Fiamme Gialle di Palermo a evitare che una giovane moglie passasse alle vie di fatto contro il marito dopo aver scoperto che l’uomo le aveva regalato un cellulare taroccato grazie al quale spiava le parole e movimenti della donna. L’episodio più incredibile tra quelli descritti dalla Gdf è tuttavia targato Napoli. In un condominio i coniugi di due coppie avevano intrecciato tra loro delle relazioni a insaputa dei rispettivi partners. Tutti e quattro erano però dotati di telefoni spia che hanno evidenziato la tresca. I quattro protagonisti si trovano ora nel duplice ruolo di parti offese e di indagati. A Genova, poi, una signora si è accorta che qualcosa non andava nel suo portatile perché ha visto improvvisamente raddoppiarsi i costi, risultato inevitabile considerato che ogni sms ricevuto o inviato veniva «rimbalzato» con uguali spese, sul telefono di chi la stava controllando.