Tiscali in crisi: Soru licenzia 250 lavoratori

Tiscali è in crisi. Ma un mese fa l'ex governatore sardo, in tv davanti a Fabio Fazio aveva promesso: la mia azienda non lascerà nessuno a casa. E in
attesa del piano industriale,
che verrà presentato ufficialmente
nei prossimi mesi, Piazza
Affari boccia Tiscali

Roma - Piomba un’altra tegola sulla testa dell’Obama di Sanluri. Renato Soru, candidato governatore della Sardegna e patron di Tiscali aveva rassicurato tutti in tv: «Il momento è difficile per le aziende di tutto il mondo ma credo che Tiscali, per quello che potrò fare e per quello che potrò suggerire, non lascerà a casa nessuno». Era il 7 dicembre scorso e davanti a Fabio Fazio, a Che tempo che fa, il dimissionario governatore seminava promesse: «Seppure non abbia alcun ruolo nell’azienda, certamente la società metterà al primo posto la tutela dei lavoratori».

Le ultime parole famose. Ieri la notizia ufficiale battuta da tutte le agenzie di stampa: Tiscali manderà a casa 250 lavoratori, su un totale di 850 dipendenti in Italia. In pratica un terzo del personale per una cura dimagrante da cavallo. Soru rinfrancava i lavoratori davanti alle telecamere di mamma Rai, proprio mentre i vertici aziendali contrattavano con i sindacati l’entità dei tagli. Un vero e proprio disboscamento a colpi di scure, che dovrebbe abbattersi inmanieratrasversale su tutte le attività della società. Semplice, ricca, dinamica, democratica e innovativa: così l’azienda sardaaveva presentato la propria televisione digitale, ovvero la Iptv Tiscali.

Nel giro di un anno hanno però sospeso il servizio e adesso la maggior parte della falciatura colpirà proprio lì. Il gruppo naviga in pessime acque e la necessità di tirare la cinghia comporterebbe risparmi ancora più massicci. L’obiettivo, per ora, è di ridurre i costi per 40 milioni di euro, 16 milioni legati al personale. In azienda si spera comunque che vada in porto la trattativa con BSkyB di Rupert Murdoch per la cessione degli asset britannici e fare così cassa. La situazione è grave, visto che l’azienda ha un’esposizione complessiva nei confronti delle banche di circa 650 milioni di euro.

E in attesa del piano industriale, che verrà presentato ufficialmente nei prossimi mesi, Piazza Affari boccia Tiscali. Lunedì il titolo aveva perso il 5,25 per cento; ieri l’8,58 per cento, scivolando a 0,49 euro. Peri dipendenti Tiscali, tuttavia, ci potrebbe essere una sorta di «salvagente». Potrebbero, cioè, trovare spazio nella nuova azienda di Soru: quella Regione sarda che già in passato ha accolto e/o dato lavoro a molti ex tiscalini.

È accaduto a Sergio Benoni, ex direttore editoriale di Tiscali e poi a capo della Sardinia Media Factory, consorzio di imprese sarde cui doveva andare per forza il subappalto della Saatchi & Saatchi, per il quale Soru è indagato per falso, abuso d’ufficio e turbativa d’asta. È accaduto a Chicco Porcu,l’uomo che ha curato la campagna di Tiscali e che poi ha trovato una poltrona in consiglio regionale, chiaramente nella squadra di Soru. Oppure ai tanti carneadi che, attraverso consulenze, si dice popolino la sede della Regione.