La tournée del falso organista del Papa

All'organista del Papa, il maestro James Edward Goettsche, i dubbi sono iniziati a venire quando ha ricevuto telefonate ed e-mail dei suoi amici che gli facevano le condoglianze per la sua morte. Fino ad allora gli erano giunte strane voci sulla sua sostituzione all'organo di San Pietro, ma non le aveva prese in considerazione. A quel punto, però, si è interessato alla faccenda ed ha scoperto che su un sito americano un giovane organista italiano, Massimiliano Muzzi, si spacciava per organista del Papa, sostenendo di essere stato appena nominato direttamente da Benedetto XVI.
A raccontarlo è lo stesso Goettsche, che torna così su una notizia lanciata dal sito statunitense Catholic News Service. «È stato un tiro molto, molto basso», dice il maestro raggiunto telefonicamente da Apcom. «Sul sito del suo agente era scritto che Muzzi era l'organista pontificio in Vaticano e alla Basilica di San Pietro e che Benedetto XVI lo aveva nominato per sua iniziativa. C'era anche scritto che era uno dei migliori organisti di questa epoca».
Ma i dettagli curiosi non finiscono qui. Secondo il sito - che appartiene all'agente del giovane organista - Muzzi gira il mondo con un passaporto diplomatico vaticano e ogni mattina suona alle sette nella cappella papale. Non solo: nel sito, racconta Goettsche, erano pubblicate alcune foto di Muzzi con gli spartiti in mano che posa davanti all'organo centrale di San Pietro (chiuso a chiave), davanti ad un organo di una cappella (aperto perché in quel momento c'erano i lavori) e vicini all'altare papale. Il maestro Goettsche ha prima contattato l'agente del giovane Muzzi e poi il Vaticano. Dopo mesi di pressioni, il manager americano si è convinto a verificare i fatti. «Ha portato i documenti che gli aveva consegnato Muzzi, che dovevano essere fotocopie di originali della Segreteria di Stato, alla Nunziatura apostolica negli Usa. Da lì i documenti sono stati mandati in Vaticano, dove sono stati dichiarati completamente falsi». L'ufficio delle celebrazioni liturgiche del sommo pontefice, racconta Goettsche, ha diffuso il 22 aprile una prima smentita, e il cardinale Francesco Marchisano, arciprete della basilica di San Pietro, ha confermato la rettifica con una nota del 24 aprile. Ora Goettsche tira le fila di una brutta vicenda. «Intentare causa per danno d’immagine? Ho già preso un avvocato, vediamo cosa potrò ottenere».

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