Tutti gli "aiutini" di Soru ai costruttori amici

Il piano paesaggistico del governatore è drastico: basta edificare nuovi alberghi
sulle coste. Ma con le "intese" qualcuno ci riesce Via libera a Club
Med e all’ex presidente Fiat Fresco. In attesa dei 400mila metri cubi
di cemento di Colaninno e Fuksas

Caprera - Aspra, verde, muta, l’isola di Caprera è come Renato Soru. Interamente protetta dal parco nazionale della Maddalena, e doppiamente vincolata dal Piano paesaggistico regionale (Ppr) voluto dal governatore dimissionario. Due-case-due nella contrada di Stagnali. Un’unica strada dove vige il limite dei 30 all’ora. Un unico cartello stradale: attenzione ai cinghiali. Unica attrazione turistica, un cimitero: la tomba di Garibaldi. Ruderi, alberi, arbusti, un silenzio irreale. E un Club Med. Il villaggio è un’oasi di Polinesia, con i suoi bungalow dai tetti conici di paglia e i bagni in comune. Una bellezza selvaggia e spartana, quella che Soru sognava per la Sardegna quando vietò nuove costruzioni su coste ed entroterra.

Quest’angolo esclusivo è chiuso da anni e il Club Med voleva riaprirlo, ristrutturandolo. L’intervento di riqualificazione prevedeva di sostituire le attuali 274 capanne con 300 villette di lusso e un aumento di volumetria (40mila metri cubi, più 28 per cento) per 1.230 posti letto. E quindi camion, gru, scavi, ponteggi, eccetera. Una boccata d’ossigeno per il turismo dell’arcipelago, ma come la mettiamo con il vincolo di assoluta inedificabilità posto da comune, parco, regione, Unione europea?

Niente paura, la via d’uscita c’è. Si chiama intesa. È il grimaldello per forzare i divieti del Ppr. L’intesa è un tavolo tra le parti e la regione. Chi vuole costruire tratta direttamente con la giunta. Decide Soru, anche se l’ente locale è sfavorevole. Nel caso specifico, il comune di La Maddalena aveva depositato un’istruttoria tecnica contrarissima agli interventi; la regione ha invece chiesto qualche correttivo (incremento della cubatura del 25 anziché 28 per cento, case lontane almeno 150 metri dal mare e a piano unico) sollecitando - fa sapere il Club Med - «l’apertura nel villaggio di stand sull’artigianato artistico sardo nonché l’utilizzo nelle strutture di prodotti tipici locali». L’intesa è stata accordata, con il benestare anche del comune.

Soru ha spiegato che cosa intenda per tutela ambientale infinite volte. L’Ansa del 25 novembre 2003, per esempio, riferisce queste sue parole: «Bisogna ripensare il turismo, riempire gli alberghi che ci sono e non costruirne di nuovi. Bisogna finirla con il ricatto, un posto di lavoro uguale un albergo. Non so come si possa pensare di lasciare ai figli casa e garage e non un ambiente intatto». A un convegno l’8 marzo 2004 vaticinava: «Se oggi, per assurdo, le nostre coste fossero disabitate, in realtà non saremmo più poveri, ma più ricchi». Si potrebbero riempire intere paginate.

Stop al cemento. Il Ppr doveva applicare questi ideali del guru internettian-ecologista tutto d’un pezzo. Eppure la sua applicazione in questi anni è lastricata di deroghe come quella di Caprera. Qualche settimana fa il presidente del consiglio regionale sardo, Giacomo Spissu (Ds), ha fatto sapere che «sulla base del Ppr, la giunta ha stipulato 120 intese con i comuni per concedere nuove volumetrie, quasi tutte nelle coste, e altre 80 intese sono in preparazione».
E chi ne beneficia? I «soliti noti». Tra Collinas, Villanovaforru e Lunamatrona, a una dozzina di chilometri da Sanluri (patria di Soru), l’imprenditore irlandese Thomas F. Kane e il suo avvocato di fiducia Paolo Fresco, ex presidente Fiat, prevedono di realizzare campi di golf, alberghi a 5 stelle, piscine, 716 villette, beauty farm: il benestare giunge sotto forma di «accordo di programma». A Pula, a sud di Cagliari, lo strumento dell’intesa consentirà al gruppo Immsi di Roberto Colaninno di attuare un progetto da 115 milioni di euro firmato da Massimiliano Fuksas, con 400mila metri cubi di cemento su una superficie di 150 ettari. Ad Arbatax, sulla costa orientale, è invece un «programma integrato» a favorire la società Bilancia che fa capo a Giorgio Mazzella, imprenditore turistico molto amico di Soru nonché presidente del Credito industriale sardo e proprietario dell’emittente tv Sardegna 1: con il progetto Janas realizzerà una volumetria di 182mila metri cubi per centinaia di unità abitative e 1700 posti letto, con centro congressi e zona commerciale.