Vallette e manette: sesso, foto e coca

In cella Corona: "Estorceva denaro per foto". La moglie Nina Moric: "Così ti rovini la vita". Hunziker contro Mora: "Rovina le ragazzine". Leggi i verbali degli interrogatori. Emilio Fede. Il travestito Patrizia. I calciatori: Totti, Adriano e Trezeguet. Le soubrette: Yespica, Lessa, Fabiani. Azouz. Barbara Berlusconi. Roberto Maroni

Gian Marco Chiocci
Gianluigi Nuzzi


Potenza - Sesso, droga, rock e gol. Star e starlette, cantanti, calciatori, manager, imprenditori, politici nazionali: tutti insieme appassionatamente, ricattati a vita da fotografie compromettenti. Ogni scatto osé costava un tot. Prendere o lasciare. Ecco l’inchiesta all’ennesima Potenza, l’ultimo colpo del discusso pubblico ministero Henry John Woodcock. Due anni di indagine e un’ordinanza di custodia cautelare da 658 pagine notificata a 12 persone, in primis al fotografo dei vip, Fabrizio Corona, il presunto stratega dell’organizzazione di fotoreporter-estortori.

A fargli compagnia Andrea Carboni - figlio del noto faccendiere Flavio, con accuse di sfruttamento della prostituzione - e Marcello Silvestri, indagato per riciclaggio dei quattrini ottenuti quale corrispettivo della mancaata pubblicazione. Ai domiciliari nove persone.

In testa Riccardo Schicchi, regista porno, seguono nomi noti agli addetti ai lavori (Marco Bonato, Francesco Chiesa Soprani, G.L.C., Ettore Renzo Fanti, Pier Luigi Rognoni, Federico Pignatari, Walter Agostoni e Pietro Cavallini). Lele Mora, l’agente dei vip, «sodale» di Corona, ha incassato il divieto di espatrio mentre il suo avvocato, Marcello D’Onofrio, è stato interdetto dalla professione per due mesi. Poi ci sono altri indagati. Che in realtà sono vittime, ma allo stesso tempo sono accusati di non aver detto tutto quello che sapevano.

Nomi noti Sono nomi noti al grande pubblico, questi: il centravanti del Milan, Alberto Gilardino, la modella Fernanda Lessa, l’attrice Flavia Vento, nota alle cronache rosa per la telenovela con Francesco Totti. Le carte dell’inchiesta parlano attraverso le intercettazioni e le confessioni verbalizzate dei vip. Disegnano un’organizzazione piramidale con Fabrizio Corona e Dario «Lele» Mora al vertice. L’intera attività - recita l’ordinanza - è caratterizzata dalla gestione di «un milionario business, legato alla realizzazione di numerose estorsioni, commesse con modalità seriali, secondo modalità assolutamente omogenee, ed è accoppiata a un’altrettanto allarmante e lucrosa attività di sfruttamento della prostituzione, destinata ad un tipo di “clientela” molto particolare e particolarmente facoltosa».

Divi sotto scacco La ben congegnata e collaudata attività criminosa, continua il pm Woodcock, si sviluppava attraverso il «giro» di estorsioni (tentate e consumate) realizzate «secondo un paradigma criminoso ben congegnato, consistente, appunto, nel procacciamento di materiale (in particolare fotografico) scabroso e compromettente, riguardante soggetti e personaggi notissimi del mondo dello spettacolo, della politica e dello sport, materiale poi proposto - secondo il ben collaudato schema del “cavallo di ritorno” - alle persone interessate, ovvero a soggetti legati a costoro, in quanto tali interessati ad evitare la pubblicazione del materiale scabroso». Della serie, organizzo la trappola, mi procuro la foto compromettente, chiamo te o il tuo assistente e ti ricatto.
Le trattative si concludono sempre, o quasi, «con le pattuizioni estorsive, realizzate con lo scambio tra foto e denaro versato dai soggetti interessati a non farle pubblicare».
Oltre alle foto rubate, i «rami aziendali» di maggior profitto arrivano dallo spaccio di droga e soprattutto lo sfruttamento della prostituzione «che fanno dell’organizzazione una vera e propria societas sceleris di “servizi”, che gestisce ed espande i suoi interessi criminali in modo diffuso ed indiscriminato».
A far saltare il coperchio ci pensano Luciano Regolo (direttore di Novella 2000) e Marco Durante, titolare dell’agenzia di stampa Press vicina alla Fiat. È quest’ultimo che sott’interrogatorio si dilunga sul ricatto da 200mila euro per bloccare un’intervista al transessuale a casa del quale Lapo Elkann fu trovato in coma. Un caso, tanti casi.

Foto manipolate Il modus procedendi, insiste la Procura di Potenza, è sempre lo stesso. Quasi a far pensare «che la consorteria abbia posto e ponga in essere un canovaccio operativo seriale, ampiamente collaudato e consolidato» fondato su cinque capisaldi. Il primo si rifà al «procacciamento del materiale compromettente». Il secondo riguarda l’«approccio e l’avvicinamento della vittima» contattata sempre da Corona che conduce la trattativa, insiste con le telefonate, formula le richieste di danaro. Terzo: «Minacciosa pressione psicologica» che si realizza con modalità che si adattano al personaggio da spremere (con Trezeguet disse: «Sei sposato è bene che le foto non vengano diffuse sui giornali»; quanto a Totti urlò: «Sta per sposarsi, gioca male»); a proposito del motociclista Melandri (citato a verbale da Simona Ventura) fece sapere: «È caduto perché stava con una pornostar». Quarto dettaglio per l’accerchiamento mortale: «Ulteriore pressione psicologica in caso di titubanza da parte della vittima» attraverso la minaccia che le foto possano essere comunque manipolate per renderle più compromettenti (come confermato dai calciatori Adriano e Coco). Quinto e ultimo punto: «Richiesta del corrispettivo da pagare». Inizialmente la cifra è alta, poi diventa trattabile.

Con le spalle al muro Ma è tutto il contesto «pre e post ricatto» a mettere le vittime in condizioni di non nuocere: allusioni, minacce velate, paroline subdolamente maliziose, delazioni a mogli e datori di lavoro. «Le vittime erano con le spalle al muro, senza via di scampo». Il giochetto girava a meraviglia anche perché - chiosa il pm - Lele Mora («senza il cui assenso Corona non muoveva foglia») fungeva da supervisore e presenziava di persona alle tentate estorsioni, dall’interista Adriano al trans «Patrizia». Il clan dei fotoestorsori ora non può più nuocere, taglia corto Woodcock. «Scatti e ricatti, adesso si volta pagina». Per saperne di più, prendetelo alla lettera.
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