Caro Cervi,
penso che sia sbagliato, cosa che avviene spesso nell'approssimarsi della Giornata della memoria per l'immane persecuzione ebraica, mettere sullo stesso piano il nazismo e il fascismo. Così come è ingiusto accusare il Papa dell'epoca, Pio XII, di non aver fatto abbastanza per la loro salvezza. Di certo non si possono negare l'errore e la responsabilità del Regime nell'aver varato le leggi razziali e quindi contribuito alle deportazioni di massa, ma per lealtà e verità storica vanno riconosciute alcune cose. Prima di tutto l'estraneità al diretto sterminio da parte fascista e poi il fatto che il Duce, alla comunità ebraica, aveva dato e garantito le migliori condizioni di vita rispetto a quelle concesse da tutti gli altri governanti del resto dei Paesi europei, cosa pubblicamente riconosciuta dalle massime rappresentanze ebraiche dell'epoca.
Oggi si dovrebbe ricordare di più, soprattutto ai giovani, che il fascismo, a differenza del nazismo, non nasce razzista e antisemita e che Mussolini, così come la Santa sede, niente di più avrebbe potuto fare innanzi allo strapotere militare nazista e alla sua ormai degenerata idea.
