Ufficiale e gentiluomo

L'ad di Lamborghini Stephan Winkelmann è un uomo "piuttosto riservato". D'altra parte l'eleganza è quella che non si fa notare

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di Roberto Sposini
redazione Playboy.it

Per giorni ho cercato qualcosa sulla sua vita privata, sulle sue abitudini, qualcosa che fosse un po' più "intimo" di un'intervista "istituzionale", ma niente. Stephan Winkelmann, presidente e amministratore delegato della Automobili Lamborghini dal gennaio 2005, è l'uomo del mistero. Coi giornalisti parla di tutto, ma mai di sé. Piuttosto di auto, qualche volta di stile, ma di lui nulla.

Sì, si sa che è cresciuto a Roma (ma è nato a Berlino, il 18 ottobre del 1964), che vive a Bologna, che ama la forma fisica e gli abiti sartoriali, entrambe deduzioni che farebbe anche uno sprovveduto incontrandolo per la prima volta. E soprattutto "è piuttosto riservato", mi avvisa più volte il suo staff prima dell'intervista. Andiamo bene…

Sono sicuro che se gli chiedessi di parlarmi dell'ultima Gallardo LP 570-4 Spyder Performante ne sarebbe felice. Se poi gli chiedessi del 12 cilindri da favola infilato sotto il cofano posteriore dell'erede della Murciélago che con i suoi 700 CV sta per debuttare al salone di Ginevra, ne sono certo, farebbe i salti di gioia. E invece… Milano-Sant'Agata Bolognese, ore 10,30, eccoci al telefono (e in viva voce) con Stephan Winkelmann. La premessa: le domande alterneranno momenti personali a momenti più informali, giusto nel tentativo di aggirare la questione "è molto riservato".

Via, si parte: se dovesse rinascere, vorrebbe essere…
"Ah, così? Non possiamo cominciare con qualcosa di meno impegnativo?", sento un sorriso affiorare anche attraverso il cellulare. Poi: "Vorrei rinascere senza problemi, si può?".

L'atmosfera all'inizio è un po' tesa, lui, si avverte dalla voce al di là del cavo, è molto sulle sue così proviamo con qualcosa di più tranquillo: nato a Berlino, cresciuto a Roma, si sente più italiano o tedesco?
"Gli anni che mi hanno formato sono legati a Roma, sicuramente mi sento più italiano. Dell'Italia amo la leggerezza dell'essere, il piacere di stare in compagnia. Ai tedeschi riconosco l'affidabilità e il saper andare a fondo nelle cose".

E poi da quando l'hanno insignita dell'onorificenza di Grande Ufficiale dell'Ordine Al Merito della Repubblica italiana…
"Più che a me è un riconoscimento a tutta la mia squadra, abbiamo fatto rinascere un marchio prestigioso in pochi anni, e di questo vado fiero".

Un manager di successo, ma ne avrà fatti di errori nella sua vita?
"Errori tanti, pentimenti nessuno".

Sdrammatizziamo: se lo ricorda come ha speso il suo primo stipendio?
"Avevo 17 anni, facevo l'aiuto bagnino in Toscana e con i primi soldi mi comprai una Morini 350 sport, se la ricorda?".

Certo, un bel cancello mi verrebbe da dirgli. Che cosa fa nel suo tempo libero?
"Tempo libero? Praticamente non ne ho. Quando posso sto con gli amici, leggo, soprattutto quando volo - e volo tantissimo - faccio sport, ma non ho hobby particolari. Però (la voce si fa seria, Ndr) vorrei passare più tempo con mio figlio che vive a Ginevra".

Gessato slim fit, Church's e un Blancpain al polso, l'ultima volta che l'ho visto era vestito così, chissà cosa ne pensa dell'eleganza al maschile?
"Non è solo una questione di colori, di abbinamenti o di tessuti. Ma piuttosto di naturalezza, il segreto per essere un uomo elegante è sentirsi sempre a proprio agio".

La cosa più trasgressiva che ha fatto?
"No comment. E poi, proprio a lei la vengo a raccontare?" e scoppia a ridere. Beh, ci avevano avvertito "è un tipo abbottonato".

Fumo?
"Mai fumato una sigaretta, mai una intera almeno".

Alcol?
"Ogni tanto, solo in compagnia e mai più di mezzo bicchiere di vino".

i-Pad?
"Non ce l'ho, non ancora almeno. Uso un Blackberry e per leggere mail e allegati mi basta. Non sono un patito dell'hi-tech a tutti i costi".

Se potesse costruire la Lamborghini perfetta come sarebbe?
"La vedrà presto, al Salone dell'auto di Ginevra. Poi penseremo a una nuova Lamborghini. Quella perfetta è sempre la prossima a cui lavoriamo".

Il suo mito?
"Non ho miti".

Allora cambiamo discorso. Sliding door: se non fosse diventato il presidente di Lamborghini?
"Ho provato la carriera militare (è stato un ufficiale dei parà, Ndr) e mi ha deluso. Mentre i miei avrebbero voluto una carriera diplomatica, ma non ci ho nemmeno provato (ha preferito farsi le ossa prima nella finanza e poi in Mercedes e, prima di approdare in Lamborghini, in Fiat Auto come ad delle sedi tedesca e svizzera, Ndr)".

Che cosa la colpisce di più di una donna ?
"Sarei bugiardo se le dicessi che non mi piacciono le donne belle, quelle che stanno bene comunque siano vestite. E poi ci deve essere intesa".

L'acquisto che l'ha resa più felice?
"La mia moto dei sogni, una Honda 900, comprata a 19 anni, due anni prima di poterla guidare, tanta era la voglia…".

C'è qualcosa che la tiene sveglio di notte?
"Spesso, purtroppo. Quasi sempre sono le responsabilità lavorative".

Bologna e Roma, sono le due città della sua vita, facendo il gioco della torre chi butta giù?
"Le tengo entrambe, Bologna per il suo essere a misura d'uomo e senza troppi turisti, Roma perché è la città più bella del mondo, mi basta vederla in un film o in una foto per emozionarmi".

Eleganza, bellezza, sensualità, che cosa la colpisce di più in una donna?
"L'eleganza, ma quella sottile, innata, fatta di piccoli dettagli. E poi mi attraggono le donne sportive, ma non ho una bellezza ideale".

C'è qualcosa che la ossessiona?
"Direi di no".

Nemmeno Playboy?
"No. – ride -. Certo, da ragazzi ne abbiamo sfogliati tanti di numeri, chi non l'ha fatto?".

Mare o montagna?
"Mare".

Quanto conta per lei la forma fisica?
"Ho sempre fatto dello sport e vado in palestra tre o quattro volte alla settimana. Mi aiuta anche nel lavoro, se si è allenati si fa meno fatica, si è meno nervosi e più equilibrati".

Per chiudere in bellezza, ce lo racconta il luogo più strano dove ha fatto l'amore?
"Scherza? No che non glielo racconto. Le avranno detto che sono riservato, no? Ma è successo sulla 500 di mia mamma, che non aveva i sedili abbattibili, non le dico le acrobazie…".

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