I sampietrini romani cantano «Blowin’ in the wind»

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Legare alcune frasi della canzone forse tra le più celebri di Bob Dylan ai monumenti della Roma antica, per veicolare messaggi di pace. È l'intento delle opere di Giusy Lauriola, in mostra fino all'11 dicembre alla Galleria Ercoli di arte contemporanea. L'esposizione, intitolata Blowing in the wind e curata da Carlo Ercoli, presenta dipinti - in particolare trittici - realizzati a olio e sui quali si stendono in maniera innovativa strati di resina. «Quante strade deve percorrere un uomo - cantava Dylan nel 1962 - prima che tu possa definirlo uomo?» «A quali vicissitudini hanno assistito i sampietrini romani?» si domanda Lauriola. L'artista romana, classe 1970, cerca dunque di gettare un ponte tra i luoghi di interesse storico-archeologico della Capitale, l'oggi e le strofe del brano di Dylan, e dà ancora una volta prova della sua profonda attenzione alle urgenze dell'attualità. «Ha la capacità - osserva il curatore - di dialogare con gloriosi monumenti e a dare loro del “tu” senza soggezione ma con rispetto. Nelle sue opere osserviamo affascinati tranci monumentali di Colosseo cristallizzati dietro la resina, il Pantheon catturato nella sua fuga prospettica e messo di fronte a chi osserva, il Foro della Roma Imperiale sospeso in una dimensione atemporale. Una Barcaccia che ha affrontato tanti e troppi mari. Il patrimonio dell'umanità supera la dimensione temporale e conserva nella visione offerta una lontana traccia della materia di cui è fatto. La resina vivifica la trama del dipinto, gli spazi indossano la terza dimensione e i colori tenui si fanno vivaci». Il messaggio di Lauriola si associa a quello della Marcia mondiale della pace (www.marciamondiale.org), avviata il 2 ottobre, anniversario della nascita di Gandhi, passata per Roma il 12 novembre e destinata a concludersi il 2 gennaio sulle Ande argentine.
Galleria Ercoli Arte Contemporanea, via Plauto, 30. Dal lunedì al sabato 10.30-13 e 16.30-19.30. Info: 06.90210080.

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Alessandro Sallusti
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