Subito dopo i due candidati è Fini a prendere la parola. Anche il presidente di Alleanza Nazionale pone subito l'accento sull'importanza delle prossime amministrative: «Alfredo Antoniozzi e Gianni Alemanno hanno sempre creduto nella possibilità di raggiungere un obiettivo che ora è a portata di mano: possiamo costringere la sinistra al ballottaggio per la Provincia e per il Comune. Lunedì sera il Pdl vincerà le elezioni per il parlamento e il centrosinistra si troverà di fronte ad altri quindici giorni per Palazzo Valentini e il Campidoglio, ne vedremo delle belle». Il leader di via della Scrofa si dice convinto che «sarà proprio Roma e la nostra Regione a garantire un'ampia maggioranza alla Camera e al Senato». È ormai tardo pomeriggio quando Silvio Berlusconi arriva al Colosseo. E per il Cavaliere è da subito l'ormai usuale bagno di folla (30-40 mila persone per gli organizzatori). Appena giunge sul palco saluta Alemanno e Antoniozzi, «il futuro sindaco e il futuro presidente della Provincia». E attacca: «La sinistra ha messo in campo un affabulatore straordinario che non si chiama il principale esponente della parte avversaria ma Walter Veltroni». Dopo i fischi al nome «Veltroni» da parte del pubblico, il leader del Pdl ironizza: «Reazione rozza ma efficace». Al termine del suo intervento, Berlusconi si ferma a chiacchierare con alcuni cronisti. Uno di loro gli chiede un commento al manifesto di Totti a sostegno della candidatura di Francesco Rutelli. Immediata la replica del Cavaliere: «Beh! È un bel furbo... così avrà tutta l'antipatia degli altri. Quando uno cerca di arrampicarsi sugli specchi...».
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