Un tripudio di tricolori alla Festa della Libertà

di -
Francesco Kamel

Nel sedicesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, Forza Italia ha organizzato ieri al Palazzo dei Congressi dell'Eur la prima “Festa della Libertà” per celebrare i valori della liberaldemocrazia e la lotta contro le dittature. Il richiamo evocativo di una data storica e la presenza del premier Silvio Berlusconi hanno conferito all'evento un significato simbolico e politico che ha mobilitato il popolo di Forza Italia. All'appuntamento hanno infatti risposto lo stato maggiore del partito, ministri e parlamentari azzurri (tra gli altri Stanca, Martino, Dell'Utri, Vizzini, Valducci, Bondi, Cicchitto, Tajani), poi quadri ed eletti di Forza Italia del Lazio e circa 5mila militanti con alcune delegazioni venute da altre regioni italiane. Il traffico all'Eur è andato in tilt fino a sera. Al Palazzo dei Congressi si sono presentate anche le Iene di Italia Uno che con il consueto stile irriverente hanno contestato l'approccio storico della manifestazione che però è andata avanti regolarmente. La “Festa della Libertà” è iniziata con la lettura di alcuni brani sul Muro di Berlino e sulle brutalità del comunismo e con musiche liriche e sinfoniche. C'è stato l'Inno di Forza Italia e l'Inno di Mameli. Poi, a prendere la parola è stato il premier. Nel suo intervento, Berlusconi si è appellato agli ideali del liberalismo per attaccare i totalitarismi e le dittature ma anche e soprattutto per polemizzare contro alcuni settori illiberali della società e della politica italiana che fanno riferimento all'Unione. «Oggi festeggiamo la prima Festa nazionale della libertà - ha detto il premier - una celebrazione fortemente voluta e votata dal Parlamento italiano» (con la Legge 61 del 15 aprile 2005, ndr). Per Berlusconi «la caduta del Muro è un evento che per importanza è paragonabile alla fine della Seconda Guerra Mondiale, perch´ ha restituito libertà e dignità a centinaia di milioni di persone». E ancora: «La data della caduta del Muro è festa ufficiale della nostra nazione per non dimenticare il comunismo come “impero del male”; a definire così il comunismo sono stati Ronald Reagan e Giovanni Paolo II: due grandi protagonisti della storia dell'umanità». Il premier ha poi criticato la sinistra italiana: «Mentre il comunismo negli anni '90 moriva sotto il peso del proprio fallimento, i comunisti in Italia cercavano di aumentare i consensi eliminando il nemico per via giudiziaria». Poi il presidente del Consiglio ha aggiunto: «La sinistra in Italia è diversa da tutti gli altri Paesi occidentali perch´ mentre altrove cerca di accaparrarsi i consensi degli elettori moderati, in Italia sa predicare soltanto l'odio per il nemico». L'intervento di Berlusconi è stato spesso interrotto da scroscianti applausi.
Nel suo complesso la manifestazione dell'Eur ha rappresentato una buona prova di forza e di organizzazione per i responsabili di Forza Italia a livello locale: il coordinatore romano Giampaolo Sodano, la coordinatrice regionale Beatrice Lorenzin e Giorgio Simeoni che è il responsabile politico della campagna elettorale per il Lazio. Al di là dell'aspetto celebrativo, l'organizzazione della “Festa della Libertà” ha rimesso in moto il partito a livello locale in vista delle impegnative elezioni amministrative del 2006. «La classe dirigente di Forza Italia nel Lazio - ha aggiunto Simeoni - con grande spirito di squadra ha dimostrato nella realizzazione di questa manifestazione un forte impegno per portare alle prossime elezioni un partito compatto e unito. Questa grande manifestazione rappresenta un momento politico importante: il rilancio sul territorio di una forte iniziativa di Forza Italia».

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