Andremo in paradiso senza passare dal benzinaio

Tra non molto un litro di benzina co­s­terà quanto un litro di Amarone o di Brunello. Vorrei esortarvi a uscire dall’immedia­to e guardare lontano. Sta finendo l'era dell'automobile

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Tra non molto un litro di benzina costerà quanto un litro di Amarone o di Brunello.

Vorrei esortarvi a uscire dall’immediato e guardare lontano. Sta finendo l'era dell'automobile.

Mi spiace per Marchionne e Montezemolo ( passato pure lui al treno) e soprattutto per quanti vi lavorano, ma sta finendo l’era dell’auto. Sento in giro discorsi psico-esistenziali, culturali, etici, ecologici, salutisti che rielaborano il lutto: l’auto è morta nei nostri cuori, è tardo modernariato, una carcassa costosa, ingombrante, velenosa, in cui i benefici sono ormai superati dai costi.

Se esistessero servizi pubblici migliori, in grado di servire bene le periferie, la rivoluzione anti-auto sarebbe già estesa. Stressato dal traffico, tartassato da multe e rincari, vessato da Equitalia, io sono passato alla vita pedonale. Migliora la vita, vivi più ore a piede libero, arrivi prima e costa meno, anche a prendere talvolta il taxi o il car sharing dove è possibile, i mezzi pubblici e soprattutto camminando.

Quando negli anni Sessanta uscirono alcuni libri anti-auto, come Contro l’automobile di Robert Poulet e L’Uomauto di Bernard Charbonneau, furono liquidati come reazionari e perdenti; invece erano profetici e futuristi. Le auto moriranno o saranno relegate in ruoli marginali, minoritari, professionali. Più vintage e ricordi. Non si possono spendere 8mila euro l’anno tra benzina, pedaggi, assicurazioni, bollo, multe, manutenzione, rinnovi.

Si vive meglio senza, credetemi, è la decrescita felice auspicata da Serge Latouche. In paradiso si va a piedi.

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COMMENTI

16 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#16 GUARINI DOMENICO (120) - lettore
il 13.01.12 alle ore 17:30 scrive:
per mariosirio: cosa prendi prima di andare a letto per fare questi bei sogni?
#15 morganaflo (769) - lettore
il 11.01.12 alle ore 23:18 scrive:
Mi dispiace dirlo,ma qui Veneziani scrive proprio come quegli intellettuali lontani anni luce dalla realtà dei comuni mortali; citare Latouche in un articolo incentrato solo sull'uso dell'automobile significa essere riduttivi e fuorvianti e voler concludere lo scritto con una frase ad effetto.
#14 Nadia Vouch (931) - lettore
il 11.01.12 alle ore 19:00 scrive:
Per # mariosirio. Senta: ci vada Lei per cinquanta andare e altrettanti tornare, dal lunedì al sabato, in bicicletta. Poi, o vedrà delle cosce spaventose, o vedrà più probabilmente una persona che, non potendo usare la macchina, si ritroverà magari senza lavoro. Mediti prima di parlare.
#13 mariolino50 (1555) - lettore
il 11.01.12 alle ore 17:56 scrive:
Tutti si dimenticano che gran parte degli italiani non vive nelle grandi città servite più o meno dalla Tav, chi abita nei piccoli centri e anche medi, non può fare a meno di un mezzo autonomo, visto che i servizi pubblici a breve e medio raggio sono stati quasi azzerati con la scusa che ci andava sempre meno gente, per forza se il servizio era sempre più rado e scadente chi poteva a comprato anche più di un'auto, da casa mia faccio prima ada andare a Parigi con l'aereo che a Milano con il treno e sono solo 400km, con la tradotta ci vuole una giornata e 3 o 4 cambi, era meglio quando ho fatto il militare 40 anni fà.
#12 bha (166) - lettore
il 11.01.12 alle ore 13:26 scrive:
@mariosiro: ma state sempre a pensare a quello, vecchi depravati.
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