Da dove ripartirà il centro-destra?

Ma qual è, quale sarà il collante del centro-destra, il punto d’incon­tro e di riferimento per il popolo delle li­bertà o per il nuovo partito che ne verrà fuori?

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Ma qual è, quale sarà il collante del centro-destra, il punto d’incontro e di riferimento per il popolo delle libertà o per il nuovo partito che ne verrà fuori? La sospensione presente non può ridursi a inerzia o rimpianto, sostegno o critica al governo dei tecnici. Certo, si dovrà ripartire dalla politica, ma quella è la piattaforma comune a tutte le forze in campo; invece quale sarà lo specifico del centro-destra? Non può certo risolversi in una professione di fedeltà al leader. Oltre Berlusconi quale sarà il collante, la ragione sociale del centro-destra?

Nella vaghezza generale del quadro presente non scorgo punti salienti da nessuna parte. Sappiamo però quali sono gli ingredienti necessari: un’idea forte, un interesse preminente e diffuso, un «nemico » incombente e delineato, un progetto di governo calzato su una classe dirigente. Su quei quattro muri si costruisce la casa. Ci state lavorando? Pensate che si debba mantenere un solo partito o meglio una federazione di forze distinte, come i liberal-popolari, i cattolici moderati e il versante nazionale e sociale?

Scorporando il partito unico, s’indebolisce o s’allarga l'offerta politica e si previene ogni scissione? Intanto le operazioni preliminari da fare sono un atto costitutivo di rinascita tramite una grande convocazione, come ad esempio un congresso; un atto popolare, come ad esempio le primarie per designare o confermare il leader e/o il candidato premier. E un atto d'amore verso l’Italia sovrana, per una rivoluzione conservatrice dopo la manutenzione dei tecnici.

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi
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COMMENTI

20 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#20 skualo (17) - lettore
il 21.01.12 alle ore 1:16 scrive:
segue Cosa di meglio, quindi, di una giovane donna, con retroterra culturale ben definito , pratica delle logiche e delle meccaniche interne di partito , con le idee chiare e capacità di esprimerle e, soprattutto, farle capire al pubblico, con esperienza di governo come la Meloni ?
#19 skualo (17) - lettore
il 21.01.12 alle ore 1:11 scrive:
personalmente non voterei PDL se il suo leader non fosse Berlusconi; questione di fiducia nella persona la quale, però, ha dimostrato nel tempo i suoi limiti pur essendo stato oggetto di una campagna delegittimante offensiva per il concetto di civiltà. il partito federale, formato da componenti distinte e non distanti, dovrebbe essere appetibile per le varie sensibilità degli elettori di centro destra che, nel bene e nel male, sono poco inclini ad essere intruppati in una falange ideologica. per quanto riguarda il leader della componente di destra il discorso si fa più difficile perché i dirigenti di provenienza finiana appaiono usurati. da tempo sostengo che la destra è moderna se è rivoluzionaria e capace di battere sul terreno dell'innovazione una sinistra decrepita che, guarda caso, per sopravvivere si appoggia ad un rudere come Napolitano.
#18 Massimo Scalfati (44) - lettore
il 14.01.12 alle ore 23:50 scrive:
La Destra non può continuare ad essere espressa dal PDL e dai "moderati". La Destra italiana, che è sociale, nazionale, popolare, identitaria, sta perdendo la sua OCCASIONE STORICA nel presente momento di crisi internazionale. La Destra avrebbe dovuto proporsi come l'antitesti al sistema capitalista, al globalismo dominanto dalla finanza, al modello unico neoliberista angloamericano. Ed invece che fa? Tace per potere continuare ad essere alleata a Berlusconi. O peggio, si fa centrosinistra con Fini. E' venuto il momento di riprendere i temi tipici della Destra Sociale Italiana: la civiltà del Lavoro, il ruolo del sindacato, la cogestione e perfino l'autogestione delle imprese. In politica estera basta con la NATO e gli amerricani (che stanno facendo la guerra finanziaria all'Europa) ed è ora di spingere affinché l'Unione Europea a guida germanica sia strettamente alleata con la Russia, in una visione euroasianista che è l'unica possibile. Altrimenti, addio Destra, meglio il PRC!
#17 Dario40 (6019) - lettore
il 14.01.12 alle ore 10:30 scrive:
sono convinto che un solo partito è l'unica strada percorribile,però con dei precisi paletti.Partendo dalla norma antiribaltone,che deve obbligare ogni appartenente,nel momento in cui non si riconosca più nel partito nel suo programma o nel suo Presidente,a dimettersi immediatamente da ogni e qualsiasi carica ricoperta grazie alla sua apparteneza al partito.Questo servirà a ridare credibilità e fiducia agli elettori che sapranno che nel partito che si apprestano a votare non c'è posto per i volta-gabbana.Il secondo paletto irrinunciabile è il passaggio al microscopio, da parte del Partito, di tutti i candidati,che oltretutto dovranno rendere pubblico tutto il patrimonio loro e dei loro familiari.Se necessita una moralizzazione della politica,e su questo non ci piove, bisogna partire proprio dai politici.Il cittadino normale, salvo poche eccezioni,quando va a votare non conosce nessun candidato.O perlomeno conosce solo l'aspetto pubblico che di lui riportano i mass-media.
#16 siebenschlaefer (760) - lettore
il 14.01.12 alle ore 8:06 scrive:
I colleghi di lavoro delle sorelle maggiori si portano le donne a casa, per girare films pornografici, naturalmente questo loro lo tacciono perché evidentemente fanno bei soldi. Però i nazisti il posto di lavoro possono tenerselo, anche se girano i film porno, perché i fratelli dei giudici hanno un angelo custode. Per fortuna anche le sorelle minori, perché hanno carabinieri in famiglia e nel gruppo degli amici. [email]laura.ratini@easydigis.de[/email]
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