Redazione di Safe-Drive
L'iniziativa è nata quasi per caso, un giorno di aprile dello scorso anno, nella redazione di Safe-Drive. La trasmissione era da poco approdata sull'emittente televisiva nazionale di Odeon, gli ascolti salivano sempre di più e allora perché non trovare un modo per coinvolgere a 360 gradi il pubblico?
Massimo Arduini, il direttore di Safe-Drive, lancia l'idea: dare l'opportunità a un telespettatore di vestire i panni del giornalista-pilota per un giorno, di provare una delle ultime auto uscite sul mercato e commentarne pregi e difetti, realizzando alla fine un vero servizio televisivo. "Se funziona, è una bella idea", abbiamo pensato. E poi al lavoro, per svilupparla, studiarla, renderla credibile. Ne parliamo con i colleghi del mensile Automobilismo e anche loro ci credono.
Il progetto prende forma sempre di più: il fortunato vincitore, selezionato dai media partner dell'iniziativa, non solo potrà realizzare un reportage televisivo, ma avrà anche l'opportunità di redigere un articolo che verrà pubblicato sulla rivista. E la cosa interessante è che per poter partecipare non servono requisiti particolari, se non quello di essere in possesso di patente (Categoria B) da almeno un anno e in corso di validità. Non serve essere particolarmente telegenici: per apparire in tv: questa volta basta solo la passione.
E allora si comincia. Dopo una fase di promozione del progetto, arrivano le prime iscrizioni e con loro anche il primo vincitore, Marco Urbinati, studente romano di ingegneria. Marco prende un aereo che da Roma lo porta a Milano, alle 6:30 del mattino. Che la sua è una passione autentica, lo capiamo subito. Aspirare a diventare giornalista dell'auto, non significa guidare solo supercar e questo Marco sembra saperlo da sempre.
Assistito dai "colleghi" delle due redazioni, si butta a capofitto nei test dinamici a bordo della Kia Soul 1.6 16V CRDi, trascorrendo una faticosa giornata all'interno del Centro Prove di Balocco, in provincia di Vercelli. Pochi giorni dopo, su una delle pagine di Automobilismo, commenterà che essere tester per un giorno è "un ruolo che solo vivendolo si riesce a comprendere concretamente; non si deve essere solo, per modo di dire, capaci di guidare una vettura, ma bisogna saperne assaporare in modo sensibile tutte le peculiarità statistiche e dinamiche e soprattutto si deve essere in grado di trasmettere tutte queste sensazioni ai lettori/telespettatori".
Poi, il mese successivo, il profilo più adatto risulta essere quello di Melania Dalla Costa, modella di 25 anni di Marostica, in provincia di Vicenza, pronta a salire in pista a bordo di un'aggressiva Renault Mégane Coupé 2.0 da 180 CV: "Non avrei mai pensato che fosse possibile correre così forte, in particolare sui tracciati più tortuosi (…). Ma al tempo stesso la trovo anche adatta a una giovane donna".
Passa l'estate e a settembre l'iniziativa riprende vigore. La terza edizione viene vinta da Massimiliano Carnevale, studente universitario di Economia di Sesto San Giovanni (Milano), che si cimenta in fuoristrada per comprendere i segreti di una Land Rover Freelander2 con motore 2.2, dotata del sistema Stop&Start. Di questa, che forse è stata una delle prove più estreme dell'intero progetto, nell'articolo pubblicato su Automobilismo, Massimiliano ha scritto: "(…) temevo le ripidissime discese, ma la Freelander ha fatto tutto da sola (…). Non avevo mai usato un'auto con il sistema Stop&Start, che spegne il motore al semaforo: è utile per i consumi e per ridurre l’inquinamento".
E infine, l'ultimo "Tester per un giorno" in ordine di tempo: Roberto Righi, il sovrintendente di Polizia, che ci ha raggiunti a Milano dalla provincia di Pesaro per la prova della vettura ibrida Honda Insight. Un test vissuto durante una fredda e piovosa giornata invernale, che avrebbe scoraggiato chiunque, ma non lui. Non Roberto, che la passione per le auto ce l'ha nel sangue: "Non dimentichiamo, inoltre, che quest'auto ha un'anima ecologica e lo ricorda ogni volta che estraete la chiave dal quadro, "premiando" il vostro stile di guida con uno o cinque fiorellini e se nel tempo avrete continuato a guidare in modo eco-compatibile otterrete come riconoscimento una corona con tanto di coppa".
Quattro volti, quattro caratteri differenti, quattro esperienze diverse. Ma un'unica passione, quella per i motori e per il giornalismo. Safe-Drive, Automobilismo e, dal 2010, anche ilGiornale.it regalano al proprio pubblico questa inedita possibilità: diventare tester per un giorno. Perché qualche volta i sogni, possono diventare realtà.
