Come vive l'azienda questo cambiamento?
«Guardando ai risultati eccezionali che il Gruppo PPR ha ottenuto con Gucci e Bottega Veneta, due realtà italiane. Consideriamo l'operazione in modo molto positivo e PPR un nuovo proprietario estremamente adatto».
Eppure qualcuno ha storto il naso.
«Il settore del lusso è cambiato tantissimo. La grande dimensione del Gruppo PPR ci consentirà di disporre di competenze, informazioni e di risorse umane straordinarie e ci darà i mezzi per dare slancio a quello sviluppo che un brand come il nostro, date le sue potenzialità, si merita».
Quindi non conta che la proprietà diventi francese...
«Non conta la nazionalità di un'azienda ma quello che porta al nostro sistema industriale. Del resto i francesi con i loro grandi gruppi sono il primo Paese cliente dell'Italia».
Quale è stata la ragione principale che ha motivato PPR?
«La forza della dimensione industriale di Brioni e il suo essere azienda che produce uno dei migliori capospalla del mondo. PPR saprà valorizzare il nostro savoir faire».
Insomma, un bel matrimonio
«Sì, ci sono grandi prospettive di sviluppo, molto entusiasmo sia da parte loro sia da parte nostra. Un bel matrimonio e lo dice uno che se ne intende: io ho sposato una francese e ha funzionato molto bene».
Prime tappe del nuovo percorso?
«Sicuramente il rafforzamento della rete retail con nuove aperture di negozi. Oggi ne abbiamo 32 di proprietà in Europa Occidentale, negli Stati Uniti e in Giappone e 44 in franchising in Medio Oriente e nei Paesi dell'ex Unione Sovietica. Secondo grande obiettivo sarà l'espansione del portafoglio prodotti, con ampliamento di alcuni settori e approfondimento di altri. Importante per Brioni sarà anche mantenere e rafforzare la sua posizione sul mercato. Per questo, ancor prima di questo cambiamento di proprietà, avevamo preso la decisione strategica di chiudere la linea donna per concentrarci sul core business».
Come avete chiuso il 2011?
«Con risultati positivi: rispetto al 2010, un +10 per cento e 380 milioni di euro di fatturato consolidato. Certo, ci si poteva attendere qualcosa di più perch´ nel primo semestre il tono della crescita era molto forte. Viceversa abbiamo registrato un rallentamento nel secondo dovuto a quella che tutti chiamano la crisi dell'euro. Il 2011 comunque è stato un anno particolare per tutti. Ciò nonostante noi abbiamo superato bene gli stress-test tipici delle aziende sotto acquisizione e siamo soddisfatti».
Qual è il segreto del successo di Brioni?
«Aiutare gli individui a esprimere la loro personalità e riuscirci ampiamente.
Ha torto quindi chi attribuisce al suo stile una certa istituzionalità?
«Certamente perch´ Brioni, sin dalle sue origini, ha sempre avuto un côt´ più ludico e lo testimoniano tutti i grandi personaggi del cinema che hanno vestito i suoi abiti, da Clark Gable a Anthony Quinn, da John Wayne a Henry Fonda, da Richard Burton a Rock Hudson».
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