Andiamo avanti. In arrivo novità per queste tre trasmissioni? «Vittorio Sgarbi sarà più presente sia in settimana sia alla domenica, dove farà l’arbitro tra due fazioni opposte. E soprattutto parlerà di arte sacra. Consapevoli della difficoltà dell’argomento, chiameremo questo spazio “Quello che non fa ascolto” e così sfideremo gli spettatori a seguirci». Brachino rivendica anche di essere riuscito a coniugare l’informazione con l’intrattenimento, l’infotainment, per usare un «parolone». «Fino a qualche anno fa, questo era impossibile: noi invece abbiamo dimostrato che la scrittura giornalistica, quella autoriale e quella delle star, possono combinarsi in prodotti di successo». Ma lei si sente ancora un giornalista? «Se è vero come dicono i massmediologi che i contenitori popolari sono diventati essenziali per formare le opinioni, allora non solo mi sento giornalista ma mi sento addosso una grande responsabilità. E vorrei ricordare che, in fasce orarie difficili, abbiamo portato avanti battaglie etiche, dalle denunce per stalking ai pirati della strada, siamo stati in prima linea con la strage di Kabul e ci permettiamo anche di divulgare la Costituzione con Martelli». Su di voi però grava sempre il pregiudizio di non essere super partes in quanto dipendenti Mediaset. «È vero, ma cerchiamo di dimostrare il contrario, rispettando la par condicio nei dibattiti e riportando la politica al centro dell’attenzione in uno spazio non convenzionale, il mattino, nella maniera più equilibrata possibile. Da noi parlano tanti ospiti esponenti dell’opposizione, dalla Finocchiaro a Rutelli». Ma un Di Pietro non si è mai visto... «Lo inviteremo presto, così come vorrei avere D’Alema». Dunque lei non pensa che in Italia non ci sia libertà d’informazione? «È un falso problema. Quel che è certo è che ci sono trasmissioni che si permettono di fare ciò che vogliono senza limiti». E Matrix? «C'è stata la stagione di elaborazione del lutto. La nuova identità si vedrà quest'anno». Che succederà alla sua «fabbrica corsara» se la Fininvest dovrà sborsare 750 milioni di euro di risarcimento a De Benedetti? «C’è grande preoccupazione, perché questo potrebbe incidere sulle risorse a nostra disposizione». Intanto mette in cantiere il suo Top secret... «Sì, a primavera». Secondo lei che ama i misteri, esiste un complotto contro Berlusconi? «Da conduttore di Top secret, risponderei di sì...».
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