Già in onda con successo sulle tv di mezza Europa, la serie Il Piccolo Principe viene proposta nei weekend alle 8 su Raidue a partire dal 10 dicembre: le avventure su ciascun pianeta occupano due episodi da 26 minuti, che verranno trasmessi consecutivamente il sabato e la domenica. Dal 3 marzo del prossimo anno il viaggio del Piccolo Principe riprenderà, ogni sabato sera alle 19, su Rai Yoyo. Nella versione italiana Pino Insegno presta la voce al serpente e Simone Cristicchi canta la sigla. I famosi acquerelli di Saint-Exupèry sono stati adattati da Bertrand Gatignol, che ha creato anche i nuovi mondi e personaggi (ammiccando troppo alle atmosfere lunari del celebre videogame Mario Galaxy). Insomma un piccolo grande kolossal. La necessità di grandi investimenti e risorse per un'opera simile è dovuta al credito che questa favola ottiene dai lettori di tutto il mondo. Basti pensare che, dopo la Bibbia, è il testo letterario più tradotto (257 versioni) e tra i più venduti. «Però - spiega d'Agay - la famiglia voleva portare Il Piccolo Principe più vicino ai bambini di oggi. La prima sfida per fare questa serie era decidere l'età del Piccolo Principe. La cosa migliore era chiederlo ai ragazzi che hanno deciso dovesse avere dieci anni». L'eredità di Saint-Exupery «è culturale e morale. C'è una comunità mondiale - conclude d'Agay - porta avanti gli ideali dello scrittore con cui lavoriamo via Internet. Nei progetti futuri c'è anche la diffusione del Piccolo Principe su iPad e iPhone». Per Bompiani, dal 1949 editore del Piccolo Principe, sono già usciti alcuni volumi legati a questa serie tv. «Finora sono stati pubblicati 12 libri, alcuni titoli già ristampati due o tre volte per una vendita al momento di 150mila copie. Per il 2012 usciranno altri 20 titoli» ha annunciato il direttore editoriale Elisabetta Sgarbi.
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