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martedì 30 dicembre 2008, 07:00

«Grazie a mia nonna ho scoperto Dio Ora son meno pazza» L’artista, quinta in hit parade, prepara una tournée «Ho fatto tante cavolate ma ho ritrovato l’equilibrio»

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Teoricamente dovrebbe godersi il quinto posto in classifica del triplo cd antologico (con inediti e brani dal vivo) Spirito libero. Viaggi di voce 1992 - 2008 e preparare con tranquillità il tour primaverile (con una doppia anteprima il 15 aprile al Palalottomatica di Roma e il 17 al Forum di Milano). Ma Giorgia è un personaggio complesso che si guarda sempre dentro, si arrovella, si angoscia dietro le battute e i sorrisi che il grande successo la obbliga a dispensare qui e là. «Non credo molto nella felicità - dice - anche perché la mia vita a 37 anni è un gran casino. Non ho molto equilibrio, mi faccio prendere troppo dall’emotività. Però sto lavorando su me stessa».
Troppo severa con se stessa.
«Realista. Cerco di essere obiettiva con me così come lo sono con il mondo che mi circonda».
Tutti i grandi artisti sono un po’ tormentati.
«Nell’immaginario collettivo è così, ma in realtà è una fatica vivere così. Comunque penso che chiunque sia un po’ sensibile si trovi tutte le sere a fare i conti con le sue insoddisfazioni e i suoi problemi».
Lei come si aiuta?
«Io ho avuto una vita piuttosto tormentata; ho vissuto da esistenzialista, sono stata femminista convinta con una mamma femminista. Ho fatto anche tante cavolate ma poi ho sempre ritrovato il mio equilibrio».
Come?
«Con la psicoterapia, con persone che mi hanno seguito con un metodo non tradizionale, e poi due anni fa, con la morte di mia nonna, ho scoperto la spiritualità».
Cioè?
«Io ho sempre temuto la morte. A 8 anni scrivevo poesie sulla morte, mi provocava attacchi di panico perché pensavo fosse la fine di tutto: un pensiero fisso orribile. Ora invece sento molto vicina l’energia e la forza dell’anima di mia nonna. È sempre con me e mi ha insegnato che la morte è soltanto un passaggio».
Quindi ora ha fede?
«La fede la chiamo spiritualità e nasce da questo principio: se riesci ad attraversare il tunnel del dolore poi hai una visione diversa della vita. Hai un’alternativa. Puoi buttarti giù oppure guardare verso l’alto per trovare conforto. Io ho scelto questa via».
Una visione della spiritualità tutta sua.
«Credo che ci sia un Dio e che tutti noi siamo legati alla sua essenza. Sono cattolica e cristiana ma potrei benissimo essere buddhista perché il principio religioso, l’idea di Dio deve essere uguale per tutti; per questo non amo le regole che impone la religione».
Cosa pensa del mondo oggi?
«La terra è maltrattata. La gente consuma e butta, siamo in emergenza ambientale ma pochi se ne preoccupano o cambiano stile di vita. A volte desidererei che la razza umana si estinguesse per lo scarso rispetto che ha della natura. Ma voglio essere positiva: per il calendario Maya questo è stato l’anno dell’esaltazione dell’ego, il prossimo sarà quello dello spirito».
Però il disco antologico le dà grandi soddisfazioni.
«Sì, anche perché ci sono dentro io. È lo specchio della mia anima. Il cd è stata un’idea dei miei discografici, all’inizio ho detto no: la mia carriera mi sembrava ancora così breve. Poi ho pensato che fosse un buon modo per fare un bilancio della mia vita. Per reincontrare i musicisti, per dar spazio alle emozioni e alle sensazioni».
Come è cambiato il suo approccio alla musica dopo il grande successo?
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