martedì 27 dicembre 2005, 00:00
«Io e Christian, separati dallavidità»
Lo sfogo: «Il suo clan pensa più al profitto che allamore per il lavoro»
Massimo Bertarelli
Caro Massimo Boldi, è più felice del boom di Natale a Miami o del divorzio da De Sica?
«Felice comunque, perché Natale a Miami nel primo weekend delle feste ha battuto largamente il film di Pieraccioni, Narnia e King Kong, e poi perché ho finalmente realizzato quello che da tempo maturavo».
Ma sarà un divorzio definitivo?
«Sì, senza possibilità di ripensamenti. Se lui è nella Roma e io sono passato al Milan, come possiamo giocare insieme? A meno che lo cedano in prestito...».
La crisi del ventesimo anno era nata molto prima...
«Io compio gli anni il 23 luglio. Quattro anni fa la mia povera moglie Marisa mi regalò un orologio. Accompagnato da un biglietto dove aveva scritto le cose che secondo lei dovevano cambiare. Tra tutte mi colpì una: è ora di finirla con le Vacanze di Natale che ti rovinano anche quelle estive».
Però lei non ascoltò il suggerimento...
«Il contratto con la Filmauro di De Laurentiis scadeva proprio in quel 2001. Tutti mi dissero che sarebbe stato un errore romperlo, che bisognava aspettare e così via. Così firmai per altri quattro anni, ma posi le mie condizioni».
Quali?
«Primo: il rispetto dei ruoli, il bello e lo scemo; perché se anche il bello si mette a fare lo scemo cè invasione di campo. Secondo: i tempi di lavorazione, da rivedere completamente. Terzo: il montaggio, che non può privilegiare uno a discapito dellaltro. Ma ormai non ne potevo più della supponenza e della prepotenza di certe persone. I nomi non li faccio, ma chi vuol capire capisca».
A molti riesce però difficile comprendere come la coppia doro del cinema italiano decida di separarsi...
«È vero, siamo stati quasi ogni anno campioni dincassi e per il cinema il nostro marchio è stato commercialmente una fortuna. Ma io ero arcistufo di mettermi lì con carta e penna a riscrivere i miei dialoghi».
Questa sì che è una novità...
«Il fatto è che sono testi troppo teatrali. Infatti Brizzi e Martani, che li scrivono con il regista Neri Parenti, provengono dal teatro. E non si rendono conto che il cinema ha tempi comici completamente diversi, come ben sanno i Vanzina, che nel 75 avevano reinventato il genere».
Ma lei ne ha per tutti. Anche per il produttore De Laurentiis?
«Da Merry Christmas, girato ad Amsterdam nel 2001, ha voluto imporre il suo gusto, anche se gli altri non erano daccordo. Io dicevo: non mi sembra un copione adatto ai ragazzi. Ma lui non ne voleva sapere. Boldi era solo uno gnomo da tenere sotto spirito. Io che, senza false modestie, ero la perla nascosta, sono diventato la gallina da spennare. Ma ora finalmente mi sono tolto un peso e sono libero, libero, libero».
Tanto per non dimenticare nessuno, lei polemizza anche con la tv per il lancio di Natale a Miami?
«I Tg di Mediaset sono stati correttissimi, non così quelli della Rai. Tutti pendenti, per numero di interviste, dalla parte di De Sica. Per tacere dellultima malefatta, con Pippo Baudo che laltro giorno a Domenica In ha presentato Natale a Miami con due clip di Christian e una, di otto secondi, mia. Altro che par condicio».
Il fatto di essere lombardo in un ambiente romano lha messa in minoranza?
«No, casomai il contrario. Tanto è vero che i miei fan, che in questi giorni nel mio sito mi hanno riempito di messaggi affettuosissimi, si trovano anche al sud, al centro, a nordest, insomma dappertutto, isole comprese».